Attualità

L’EDITORIALE DI ANTIMO PUCA: ” ECOCULTURA”

Antimo-Puca-493x450 La Natura non è un posto da visitare. E’ cosa nostra. La Terra è un grande corpo,vivo;è madre;è forza generatrice di vita,di passioni e di emozioni. Da bambino pensavo che la Natura fosse il vestito di Dio. Mi piace ancora pensare la natura come una stazione di trasmissione illimitata,attraverso la quale Dio ci parla ogni momento. Forse la Natura ha strane leggi,ma lei,a differenza dell’uomo,almeno le rispetta. In Natura non ci sono né ricompense né punizioni. Ci sono conseguenze. Vado verso la Natura per essere cullato e guarito ed avere i sensi messi in ordine. Penso quale grande rivoluzione ci sarebbe se milioni di ragazzi,uomini e donne di tutte le parti del mondo con i loro zaini in spalla cominciassero ad andare in giro a curare e proteggere la natura. Ogni passo di amore e rispetto che facciamo nella Natura,da essa riceviamo più di quel che cerchiamo,perchè mentre gli uomini discutono,la Natura agisce. Mi terrorizza vedere e pensare di dovere attraversare dei luoghi impastati di auto con luci ed insegne luminose. Mi rifugio in un sogno di una casetta nel bosco. Unica luce:una candela accesa;uniche musiche:il suono del vento tra gli alberi misto al cinguetti’o degli uccelli;tutto avvolto,l’ambiente,da sapori genuini che fuoriescono dalla Terra. La violenza alla Natura è un forte ingrediente della nostra civiltà. L’uomo occupa nel Creato uno spazio infinitamente piccolo e nessuna delle sue invenzioni estetiche può competere con un minerale,un insetto,un fiore. Un uccello,uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto. Molti hanno dimenticato come guardare. La Terra si diletta a sentire i miei piedi nudi. Ogni filo d’erba sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia,al silenzio,alla bontà. Posso trovare di più nei boschi che sui libri. Alberi e pietre mi insegnano ciò che non si può imparare dai maestri. La questione ambientale non è più uno tra i tanti “problemi particolari”. E’ diventata invece il contesto di qualsiasi cosa:delle nostre vite,degli affari e della politica. La grande sfida del nostro tempo è quella di costruire e far crescere comunità sostenibili,cioè ambienti sociali,culturali e fisici in cui poter soddisfare i nostri bisogni e aspirazioni senza diminuire le possibilità delle generazioni future. Dunque vale la pena riflettere per un istante su cosa davvero significa”sostenibilità”. Ciò che viene da “sostenuto”in una comunità sostenibile non è lo sviluppo o la crescita economica bensi’ l’intera rete della vita dalla quale dipende la nostra sopravvivenza a lungo termine. In altre parole,una comunità sostenibile è progettata in maniera tale che i suoi stili di vita e le strutture commerciali,economiche,fisiche e tecnologiche non interferiscano con l’intrinseca capacità della natura di sostenere la vita. Il primo passo in questo compito naturalmente deve essere quello di diventare”ecologicamente colti”,cioè comprendere i principii organizzativi che gli ecosistemi hanno sviluppato per sostenere la rete della vita. Nel nuovo secolo la cultura ecologica sarà un requisito fondamentale per politici,imprenditori e professionisti di tutti i campi. Dirò di più. Sarà cruciale per la sopravvivenza e quindi sarà la componente più importante dell’educazione a tutti i livelli,dalla scuola dell’obbligo al liceo,alle università,all’educazione permanente e all’addestramento professionale. Il mio obiettivo è incoraggiare l’esperienza e la comprensione del mondo naturale fin dall’educazione primaria. Essere ecologicamente colti significa,dal mio punto di vista,comprendere i principii fondamentali dell’ecologia e saperli incorporare nella vita quotidiana delle comunità. In particolare ritengo che i principii dell’ecologia dovrebbero costituire le linee guida per creare comunità scolastiche sostenibili. In altre parole,la ecocultura offre una struttura di riferimento ecologica per la riforma dell’educazione. Pensate come è bello attraversare le strade e vedere la carrozza trainata dal cavallo..mi avvolge un senso di serenità. Là si può dire che l’isola si vive e non la si subisce. Non abbiamo più il tempo della riflessione,della meditazione perchè i ritmi della vita sono diventati frenetici. Tutti siamo alla ricerca del denaro. Ma cosa è il denaro se non uno strumento per vivere? Una volta non era necessario il denaro. C’era la terra che dava i frutti e che consegnava ad una vita serena. Sono un cittadino di buona volontà che crede nei valori della solidarietà,del rispetto dell’ambiente,dell’impegno amministrativo come dovere sociale,disposto ad accettare onori ed oneri. Vi presento l’opportunità di una evoluzione di Ischia che può essere realmente sfruttata soltanto se riusciamo ad appropriarci della dimensione umana e sostenibile. Ogni giorno impegnamoci a ricordare quanto sia importante conoscere la zappa per poterla usare al meglio e permettergli di essere uno strumento di ricchezza. Abbiamo bisogno di più conoscenza che porti ad una maggiore consapevolezza. Grazie alla consapevolezza,territorii abbandonati e terreni incolti potranno essere ripopolati,percorsi finiti potranno essere riattivati e ritrovare una visione. Voglio vivere la politica come servizio e non come fonte di guadagno e prestigio personale,salvaguardare l’ambiente,evitare ulteriore degrado del territorio. Ritengo che la nostra Ischia debba essere amministrata con atti e decisioni trasparenti. Governare Ischia con chiarezza e credibilità è una reale opportunità. Voglio confrontarmi con la società ischitana in tutte le sue espressioni sane ed oneste per poter condividere un programma che faccia delle regole,della normalità,della meritocrazia,la sua parola chiave. La mia vita professionale mi rappresenta e parla di me. Con le parole non voglio e non devo convincere nessuno. Con la gente continuo ad interfacciarmi quotidianamente prima con l’ascolto e poi con l’impegno nel risolvere i problemi che,di volta in volta,mi vengono sottoposti. Dove non osa il coraggio degli individui regna l’abitudine e cosi’ si regolano la gioventù e le aspettative alle vicende degli altri,rimanendo spettatori passivi della nostra stessa esistenza. Noi tutti dobbiamo essere primi attori. L’amicizia,la dignità,l’onestà sono valori irrinunciabili e non trattabili. Molti hanno paura ad esporsi. Faccio leva sui punti di forza di Ischia,tra cui il Patrimonio ambientale,paesaggistico e storico culturale al fine di arrestare il declino del nostro paese. Un punto importante riguarda la Valorizzazione del nucleo storico culturale del Comune,la rivalutazione di tutti i luoghi antichi. Da sempre intendo la politica come nobile arte,come partecipazione per obiettivi comuni,come processo di una coscienza civile generalizzata e di massa. Scrivere è fermare sulla carta il mio pensiero proprio attraverso una visione oculata circa le analisi politiche sulla quotidianità di quest’isola per la quale ,da più tempo,devono essere avviate delle profonde riflessioni introspettive riconducibili al vero senso di politica. Il tessuto sociale si è incancrenito per cui si è alla ricerca di trovare una forte terapia d’urto capace di circoscrivere questo male affinchè non abbia a divenire incurabile. La mia sfida sarà quella di trasformare il sistema dei valori dell’economia locale in modo da renderlo compatibile con la dignità umana e la sostenibilità ecologica. E’ un’impresa che trascende tutte le differenze di razza,cultura,classe. Ischia è il focolare domestico che tutti abbiamo in comune. Creare un mondo sostenibile per i nostri figli e per le generazioni future è compito di tutti noi. Antimo Puca

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