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MASSIMO COPPA: POTATURE SELVAGGE, SOLUZIONI SEMPLICI MA PERICOLOSE

Quanto accaduto a Sant’Angelo è solo uno dei tanti episodi In merito alla sospetta potatura radicale, o capitozzatura, avvenuta ai danni di due caratteristici alberi a S. Angelo, giustamente denunciata da alcuni cittadini e da Gennaro Savio sulla stampa cartacea ed in televisione, vorrei significare quanto segue.
Quello che si è verificato a Sant’Angelo, purtroppo, non è il primo episodio del genere e non sarà l’ultimo.
È accaduto, anche recentemente, sia al verde pubblico che privato in vari Comuni dell’isola.
Alcune volte le capitozzature non costituiscono un danno, perché per alcuni alberi sono necessarie.
Ma quante volte, mi chiedo, esse hanno costituito un vergognoso abuso che porterà le piante alla morte?
Il problema principale è che queste “manutenzioni” vengono effettuate dalle aziende di igiene urbana dei Comuni: in nessun organico, sull’isola d’Ischia, tra i “monnezzari” esiste la figura del giardiniere. Questo è il punto! Le potature vengono spesso fatte fuori stagione ed in maniera eccessiva, senza alcuna professionalità. Né i Comuni ritengono di affidarsi almeno al parere di un agronomo, che indichi come procedere.
Questo modo di fare sarebbe grave dovunque, per un rispetto all’ambiente che è dovuto, ma è ancora più grave in un paese turistico, perché così si abbruttisce ed abbrutisce il territorio…
Si ha anche il forte sospetto che i Comuni (così come i privati) ricorrano a potature estreme per risolvere il problema alla radice (è il caso di dire): se la pianta non muore, passeranno anni prima di avere di nuovo la necessità di fare una manutenzione.

Questo modo di agire risolve burocraticamente il problema, ma lascia in giro delle “candele” nude che fanno tristezza, rappresentano obiettivamente una violenza alla pianta e ne mettono in serio pericolo la sopravvivenza.

Massimo Coppa – Esponente del “fu” Comitato per la salvaguardia del leccio di Casalauro