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Cronaca

SEQUESTRO VILLA STEFANIA, L’AVVOCATO MOLINARO ” I PAZIENTI POTREBBERO TORNARE A VILLA ORIZZONTE”

L’avvocato Bruno Molinaro interviene sul sequestro di Villa Stefania.
” Anche se con ritardo rispetto alla magistratura amministrativa, l’autorità Giudiziaria, come era logico prevedere, ha adottato le doverose iniziative cautelari, al fine di “evitare che i reati ipotizzati vengano portati a conseguenze ulteriori”.
I risultati dell’indagine dimostrano senz’ombra di dubbio la illiceità sul piano penale dei comportamenti, già pesantemente censurati in ambito amministrativo dal T.A.R. Campania e dal Consiglio di Stato, dei rappresentanti della A.S.L., lo sviamento di potere dei soggetti agenti rispetto alla funzione istituzionale esercitata e la reiterata violazione da parte dei medesimi dei provvedimenti comunali interdittivi e sanzionatori, violazione senz’altro produttiva di danno risarcibile anche sul piano contabile-erariale.
Valuteremo l’eventualità della costituzione di parte civile nei confronti dei responsabili per il ristoro integrale dei pregiudizi, morali, patrimoniali e non patrimoniali, sofferti non solo da parte delle persone giuridiche pubbliche coinvolte ma anche dai numerosi pazienti psichiatrici dell’isola, destinatari – loro malgrado – di scelte scellerate e contrarie ai principi di correttezza e “buon andamento” sanciti dall’art. 97 della Costituzione.
 Ritengo che, una volta effettuato lo sgombero della struttura, i pazienti potranno essere nuovamente trasferiti a Villa Orizzonte, in quanto, da una verifica effettuata, non risulta che il contratto con i proprietari di tale immobile – disponibili anche a rinegoziare il canone a suo tempo convenuto con l’A.S.L. – sia stato formalmente risolto.
Questo, d’altronde, è anche il desiderio espresso in più occasioni dal Vescovo della Diocesi di Ischia, Mons. Pietro LAGNESE, il quale, intervenuto “ad opponendum” con il mio patrocinio nel giudizio innanzi al Tribunale Amministrativo, ha motivato la sua iniziativa con l’esigenza di garantire la piena salvaguardia delle ragioni di “solidarietà morale, sociale e processuale” nei confronti dei pazienti bisognosi, i soggetti più deboli di questa triste vicenda .

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