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UNIONI CIVILI: RIFONDAZIONE COMUNISTA NON DIMENTICA

Dopo il “fenomeno” delle sentinelle in piedi e il vile attacco omofobico avvenuto qualche giorno fa in pieno centro storico a Napoli ai danni di due ragazzi gay, il Circolo di Ischia di Rifondazione Comunista ritiene opportuno che anche le Istituzioni locali inizino una forte e decisa campagna di sensibilizzazione sull’uguaglianza e il rispetto dei diritti civili. Non dimentichiamo, infatti, tutte le promesse fatte in campagna elettorale comunale dal PD anche per quanto riguarda l’istituzione del registro delle unioni civili, e, per questo, abbiamo voluto approfondire l’argomento con due personalità di spicco nell’ambito dei diritti di civili, Pino De Stasio, Consigliere napoletano con delega a Pari Opportunità e Rete LGBT e Mario Zazzaro, attivista. Il Comune di Napoli circa due anni fa ha sentito l’esigenza di istituire il registro delle Unioni Civili perché, ci spiega De Stasio, «manca una legge di carattere nazionale che dia la possibilità alle persone sia eterosessuali che omosessuali, che risiedono nella stessa casa, di poter usufruire dello stesso welfare e di tutte le possibilità che il comune stesso offre alle coppie sposate. È molto importante che questi registri si possano trovare in piccoli paesini perché, in questo modo, questa massa critica che sta avanzando in Italia possa convincere finalmente il governo nazionale sul tema delle coppie di fatto». Il Sindaco di Napoli De Magistris promise, durante la sua campagna elettorale del 2011, e precisamente il 7 aprile, di istituire il registro per le unioni civili e, appena eletto, mantenne la parola data. «Un’altra azione molto significativa – continua De Stasio – che Napoli ha contribuito a sviluppare è quella in relazione ai matrimoni contratti all’estero per le coppie gay: la trascrizione degli stessi nel registro anagrafico. Questo, come è noto, ha fatto scattare la polemica con il Ministro Alfano, che dal punto di vista culturale mi pare un uomo del Medioevo. Lo stesso Ministro ha poi dato l’ordine alle Prefetture di annullare tutte le trascrizioni effettuale all’estero». Purtroppo, in Italia e soprattutto nei piccoli centri come Ischia vige ancora un clima di forte ignoranza, che spesso sfocia violentemente in xenofobia e omofobia. Le coppie di fatto vengono ancora additate come uno stigma sociale: inaccettabili, fuori legge e contro natura. «Gli strumenti quotidiani per combattere il pregiudizio – conclude De Stasio – sono essenzialmente una buona educazione a scuola sia sul piano delle pari opportunità sia sul tema delle questioni di genere. Dipende molto anche dalle famiglie che dovrebbero essere preparate ad una società come la nostra. Oltretutto, è necessario un cambio culturale da parte dei nostri politici, ma su questo punto sono molto pessimista: sia il PD che il NCD sono molto arretrati. L’apertura di Forza Italia la trovo molto propagandistica, occorrono davvero 3 giorni per stabilire una legge a livello nazionale. Giacciono in Parlamento diverse proposte di Legge; se si volesse fare come il governo francese ad esempio impiegheremmo pochissimo tempo». Per Mario Zazzaro, invece, persona libera e autodeterminata, è l’indignazione a farla da padrona quando ci si trova davanti soggetti molto ignoranti che fomentano solo odio: «Di omofobia ne è piena Napoli, ne è piena l’Italia e forse dovremmo anche definire cosa sia violento, se ci riferiamo a violenze fisiche o anche a fenomeni di bullismo omofobico: quanti giovani adolescenti negli ultimi anni si sono tolti la vita perché presi in giro?». Quella famosa mattina al Vomero, dove c’è stata l’incursione indesiderata delle sentinelle in piedi, Mario era solo, per poi essere raggiunto e supportato da un corteo allegro e colorato, che rivendicava uguaglianza, parità, diritto all’essere e all’amare. La sua voce è diventata un megafono quando ha visto i volantini che iniziavano a girare per la piazza: «gridavo che la vera famiglia è quella fatta di amore e non di certo quella fatta semplicemente da un maschio e da una donna, ho gridato di informarsi sull’omogenitorialità, di studiare, di non fomentare odio. Io sono fisioterapista e lavoro a stretto contatto anche con la neuropsicomotricità: più del 90% dei bambini che ricevono assistenza dai miei colleghi neuropsicomotricisti sono legati proprio alla relazione con quei padri e quelle madri, a me dice tanto questo dato, anzi mi conferma che la famiglia è amore e se non lo è ci sono problemi; ma poi, io, sono nato da una coppia etero o no? Eppure la mia natura è omosessuale pur avendo un padre e una madre che sono tuttora la mia vita ed un esempio di amore duraturo da imitare». E sulle unioni civili prosegue: «non credo si tratti di integrazione, ma di rivendicare un diritto dovuto, perché se sono un cittadino di “serie b” nei diritti non capisco perché debba adempiere a tutti i doveri come se fossi un cittadino di “serie A”: insomma davvero una battaglia di civiltà ed uguaglianza. Se parliamo di discriminazione e lotta alla discriminazione allora siamo ancora lontani soprattutto in questa crisi dove torna in voga e si riafferma fortemente il modello fascista e dominante del ” maschio, bianco, eterosessuale, benestante e bene in salute”. Ma Renzi e Berlusconi veramente parlano di parità? A me non sembra e non mi sembra lo facciano a 360° e quando lo fanno, lo fanno a ribasso. La destra in Europa è da sempre liberale sui diritti delle persone LGBTQI e quella sponda veterofascista Berlusconi l’ha lasciata ad Alfano e Salvini. Credo che le associazione LGBTQI sbaglino ad elogiare Berlusconi, quasi riabilitandolo dai 20 anni di rovinosi governi e sbagliano anche nelle loro azioni, possibile che l’unico reale tema e rivendicazione da anni siano solo le unioni civili, il matrimonio e qualcuno più avanzato parla anche di adozione?».

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