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LEGA PRO: DALLA PROSSIMA STAGIONE FIDEJUSSIONE RIDOTTA E MAGLIE PERSONALIZZATE

Per le Società appartenenti alla rinnovata Lega di Serie C un Consiglio Federale di grande attualità ed interesse, quello tenutosi martedì 26 aprile. Reso ufficiale il ripristino del format a 60 squadre. Finalmente. Ridotta a 350 mila euro la fidejussione da allegare alla domanda di iscrizione. Solo per i più virtuosi però. Per quelli che riusciranno a contenere il foglio paga, lordo, di tutti i tesserati (tecnici, calciatori, addetti alla gestione sportiva) al di sotto di 1,5 milioni di euro.

Un bel successo per la gestione Gravina.

La nuova norma va interpretata come fosse un calmiere. Indice di risparmio. Un invito a non eccedere. Sono stati infatti fissati degli scaglioni. Con percentuali di parametro. A salire. Per chi vorrà andare oltre nei costi. Già raggiungendo i due milioni la fidejussione sarà di 500 mila. A quota 2,5 di 750 mila. Ove il monte ingaggi raggiungesse i 3 milioni ci vorrà una garanzia fideiussoria di 1 milione. Superando tale limite sarà richiesta la copertura totale della parte eccedente. Parliamo sempre di importi retributivi al lordo.

Limitazioni anche sui singoli contratti. Per i quali è stato stabilito un tetto massimo di 70 mila euro al lordo. Più 20 mila per eventuali premi. Per chi vorrà splafonare è stato adottato un criterio snello. Intelligente. Non sarà richiesto l’aggravio di ulteriori garanzie fideiussorie. La lungaggine delle procedure bancarie e assicurative potrebbe rivelarsi deleteria per la ratifica dei contratti. A probabile danno del tesserato che, scaduti i termini, rischierebbe di rimanere appiedato. L’eccedenza, eventuale, sarà invece trattenuta alla Società. Sull’erogazione dei proventi di Lega (diritti televisivi, mutualità ed altro). Sino alla dimostrazione dell’avvenuto saldo degli emolumenti. Idoneamente certificato.

Tavecchio ha poi argomentato favorevolmente sul progetto delle seconde squadre dei club della massima categoria da far giocare in serie C. Una apertura che riterrà valida solo dopo che la norma sarà stata votata dalle assemblee di tutte le Leghe.

Un passo determinante. Quest’ultimo. Una svolta epocale. Una rivoluzione nelle procedure. Per come è stata espressa.

Una “perla” sfuggita agli addetti.

Per la prima volta il presidente federale demanda alle Leghe la decisione, in sede assembleare, su argomenti di esclusiva competenza del Consiglio Federale. Fino a ieri.

Una soluzione utile. Di grande interesse. Che, nel futuro, sarà certamente adottata per risolvere eventuali, ulteriori problematiche. Una rivoluzione, appunto. In positivo.

In relazione al ripristino del format a 60 squadre si è dibattuto anche sul tema dei ripescaggi. Tavecchio ha assunto un orientamento inopportuno. Inconcepibile. Disdicevole. Poco coerente con la decisione di ampliare, nuovamente, l’organico. Proseguire, come nel passato, con un percorso di natura onerosa. Il vituperato fondo perduto. In opposizione alla linea di pensiero, alle aspettative ed ai programmi di Gabriele Gravina.

Guarda caso. La presidenza federale ripropone, sul tavolo, divergenze di “lotitiana” memoria. Tali che potrebbero anche condizionare il completamento dell’organico. Un argomento delicato. Di una importanza fondamentale. Sul quale si prospetta uno scontro frontale. Non solo dialettico. Con il presidente della Serie C motivato. Fortemente deciso a non mollare di un passo.

Il campionato è giunto nella sua fase decisiva. 180 minuti, o giù di li, ed avremo i verdetti definitivi. Almeno quelli che stabilirà il campo. In due gironi. Quello più a settentrione e quello più a sud balza agli occhi una incongruenza. Di classifica. Evidente. Nel primo Pro Piacenza (quint’ultima) a 35. Distacca di sedici punti l’Albinoleffe a 19. penultimo. Nel secondo Catanzaro, Catania e Monopoli (appaiate al quintultimo posto) hanno un vantaggio di 14 punti su Ischia e Martina. Anche loro in penultima posizione. Una forbice larghissima. Un distacco abissale. Play out che, nella situazione attuale, non si dovrebbero proprio disputare. Un regolamento penalizzante non idoneo. In campionati di altra categoria. Organizzati sempre dalla Federcalcio. Bastano otto punti per annullare il gap e far retrocedere. Direttamente. La peggiore classificata.

Una incongruenza che non è certamente sfuggita ai vertici della Lega. Una norma da modificare. Da inserire in quel nutrito pacchetto di innovazioni. Non soltanto regolamentari. In parte già accennate. Che renderanno migliore la Lega di Serie C. Perché questa tornerà ad essere la sua denominazione. Dalla prossima stagione.

Inclusa quella di autorizzare l’uso delle maglie personalizzate. Una operazione di immagine e merchandising dai positivi risvolti economici.

E con i tempi che corrono. Due euro che sono due euro. Non si rifiutano mai!

www.tuttolegapro.com

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