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SANITA’: DE LUCA ANNUNCIA IL NUOVO PIANO DI RIORGANIZZAZIONE REGIONALE

Sembra giunto il momento di una rivoluzione nella sanità campana. L’annuncia il governatore Vincenzo De Luca, che da qualche giorno ha tra le mani il nuovo piano che dovrebbe riorganizzare gli ospedali e portare a superare entro il 2017 gli atavici ritardi e disfunzioni che caratterizzano il sistema sanitario regionale. Il documento strategico è al vaglio del Ministero della Sanità. Al momento si tratta ancora di una bozza, soggetta a modifiche, ma che chiarisce in quale direzione vuole orientarsi la sanità della Campania:  chiusura delle strutture insicure, trasferimento degli ammalati attraverso il 118 nei reparti attrezzati per le terapie a seconda delle patologie e della gravità. Nella bozza si parla anche di concentrare in alcuni centri specializzati le cure oncologiche e di distribuire  anche in provincia le prestazioni di radioterapia.  Ma, come purtroppo abbiamo modo di constatare anche al Rizzoli, il vero tallone d’Achille della sanità campana è il sovraffollamento dei reparti, soprattutto quelli di medicina generale. Ecco dunque che nel documento si parla di rafforzare l’assistenza territoriale e le strutture di lungodegenza,  quindi ridurre i posti letto per acuti ed eliminare la «vergogna delle barelle», come l’ha definita lo stesso governatore De Luca.
Modello di riferimento per il nuovo assetto sanitario quello lombardo. Allo studio anche la possibilità di istituire un’azienda sanitaria unica per la gestione dell’emergenza, ma per renderla operativa serve un sistema informatico adeguato alla gestione dei dati. Altra novità importante è  l’inserimento nel sistema regionale dei servizi garantiti nelle cliniche private accreditate, diverse case di cura entrano, ad esempio, nella rete ictus e infarto.

A questo punto non resta che attendere e capire cosa questo nuovo modello di sanità significherà per la nostra isola. L’indirizzo è quello degli accorpamenti, per garantire una maggiore razionalizzazione della spesa e una maggiore efficienza dei reparti, ma non si possono trascurare le peculiarità geografiche e demografica di un territorio distante dalla terraferma e che in estate triplica quasi la propria popolazione.

Ma le problematiche della sanità in Campania non si fermano alle strutture ospedaliere, coinvolgono anche altri aspetti come il sempre più anticipato esaurimento del budget a disposizione per le prestazioni specialistiche in strutture sanitarie private convenzionate con il sistema sanitario nazionale oppure il taglio dei medicinali prescrivibili da parte dei medici di famiglia o ancora il divieto della mobilità attiva per le Regioni impegnate nel piano di rientro. Sicuramente la sanità è stata negli ultimi anni oggetto di sprechi enormi, ma non si può fare spending review sulla pelle dei cittadini.

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