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EVI: LA RELAZIONE DEL LIQUIDATORE SPACCA IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Di seguito il documento presentato in Consiglio Comunale dall’Evi e su cui si è spaccato il civico consesso. Proprio sulle osservazioni che Ghirelli ha inviato ai consiglieri comunali, infatti, si è arenato il tentativo di approvare un testo condiviso. Ecco il testo del liquidatore della Società: “In merito alle contestazioni mosse da alcuni consiglieri comunali di minoranza, così come emerse nella seduta del civico consesso del 22 marzo 2016, è doveroso fare le seguenti precisazioni. Si rappresenta innanzitutto che le tariffe applicate dall’EVI spa, e deliberate dal Consorzio CISI (in quanto soggetto competente alla determinazione delle medesime), osservano la più stretta legittimità: e non potrebbe essere altrimenti, considerata l’estrema reattività sociale sull’argomento e l’attenta vigilanza dell’Authority per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI), la quale delibera il metodo ed i modelli matematici che portano alla individuazione della tariffa finale e successivamente la verifica e la approva con apposita delibera. In ogni caso, come più volte precisato sui mass media locali, le tariffe idriche applicate sull’isola d’Ischia sono rimaste ferme dal 2002 al 2010. Successivamente, gli aumenti sono stati estremamente contenuti e tuttora la spesa effettuata da una utenza domestica residente per un consumo di 200 metri cubi all’anno (parametri generalmente utilizzati nelle statistiche nazionali di settore) risulta la più bassa per tutte le isole del mar Tirreno (realtà geografiche, cioè, simili a quella ischitana) e per un panel di città maggiori che comprende Napoli, Roma, Milano e Palermo. Inoltre, confrontando il dato ischitano con l’ultima edizione del “Blue Book” di “Utilitatis”, il centro studi di Utilitalia, la maggiore associazione nazionale di aziende che gestiscono il servizio idrico integrato, emerge che la spesa idrica ischitana per il profilo domestico residente è la più bassa d’Italia (vedi grafici allegati). Sostenere il contrario, e quindi sostenere una tesi falsa, può indurre taluni a non pagare, con gravissime ripercussioni sulla regolarità dell’erogazione idrica e sulla manutenzione degli impianti fognari. In relazione agli altri punti trattati nell’ultima seduta di consiglio comunale si rappresenta che, per quanto concerne le osservazioni fatte dal consigliere Salvatore Mazzella in merito al deposito cauzionale, è opportuno ricordare e sottolineare che non si tratta di una capotica ed arbitraria richiesta dell’EVI, ma di un istituto obbligatorio previsto dalla normativa vigente, a cui non si può derogare, e che è stato recentemente rimodulato con apposita delibera dell’Authority a cui l’EVI si è diligentemente conformata. E’ comunque in corso una revisione complessiva non solo delle modalità di applicazione del deposito cauzionale, ma anche di altri istituti contrattuali ai sensi di una recentissima delibera dell’Authority. Per quanto riguarda l’altra eccezione sollevata dal consigliere Mazzella l’EVI spa, pur essendo in liquidazione, è nella piena legittimità della gestione del Servizio Idrico Integrato e ha il pieno potere di applicare le tariffe ed i connessi incrementi, in quanto gestore unico sul territorio dell’isola d’Ischia di un servizio pubblico essenziale, che non può essere interrotto: ed a maggior ragione si comprende la bontà di questa impostazione se consideriamo che la stessa Authority è pienamente a conoscenza della situazione dell’EVI spa e non ha esitato ad approvare il sistema tariffario vigente senza eccepire alcunché. Quanto appena detto, esaurisce l’argomento delle tariffe. Venendo invece all’argomento dei tre milioni di euro di perdite pregresse presenti nel bilancio dell’EVI spa in relazione al CISI, sollevato dal consigliere Bernardo, occorre evidenziare che, proprio per condividere un percorso ottimale e legittimo da seguire per porre soluzione ad un problema che è stato ereditato dalle gestioni del passato, il Consiglio CISI ha formalmente deliberato di acquisire in merito un autorevole parere dal dott. prof. Carmine Cossiga, consulente della Sezione “Autonomie” della Corte dei Conti a Roma, che da circa un mese ha avviato l’esame della problematica. Per quanto concerne l’argomento della pianta organica dell’EVI spa, sempre introdotto dal consigliere Bernardo, si premette che quella rappresentazione grafica che viene definita usualmente ed erroneamente “pianta organica” è, in realtà, un “organigramma”, cioè una tavola sinottica contenente semplicemente e sinteticamente l’insieme dei responsabili di aree, servizi ed uffici. E’ una visione d’insieme, non è l’elenco completo dei dipendenti. Questo significa, dunque, che questo documento non può e non deve contenere la lista di tutti i lavoratori dell’EVI. Lo status di chi non viene menzionato nell’organigramma non è assolutamente a rischio. Affermare o temere che chi non viene censito nell’organigramma non possa essere considerato un dipendente dell’EVI è totalmente privo di fondamento. L’unica fonte di appartenenza all’azienda legalmente valida è il cosiddetto “Libro unico del lavoro” (ex “Libro matricola”): questo documento contiene, con validità legale, i nominativi di tutti i dipendenti dell’azienda. Va da sé che in un’azienda di grandissime dimensioni, con decine di migliaia di dipendenti, rappresentare graficamente un organigramma inserendoveli tutti sarebbe un’impresa materialmente impossibile. Per quanto riguarda la conservazione del posto di lavoro, i dipendenti dell’EVI e del CISI non hanno nulla da temere dalla riorganizzazione del servizio idrico in Campania, con la nascita dell’Ente Idrico Campano, perché, come pacifico in tutte le previsioni normative degli ultimi vent’anni circa (a far data dalla legge Galli – n. 36/1994), si applica la salvaguardia dei livelli occupazionali facendo transitare tutto il personale al nuovo gestore, qualunque esso sia, e con conservazione delle condizioni contrattuali collettive ed individuali in atto (confermato da ultimo dalla norma regionale che istituisce l’EIC)”.

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