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MARTEDI 23 FEBBRAIO DON FABIO ROSINI IN CATTEDRALE PER LA QUINTA CATECHESI GIUBILARE

MARTEDI’ 23 FEBBRAIO alle ore 20.00 nella Chiesa Cattedrale di Ischia si terrà la quinta delle 14 catechesi diocesane sulle opere di misericordia corporale che si terranno lungo tutto l’arco del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco.

A guidare l’incontro sul tema “INSEGNARE AGLI IGNORANTI” sarà il biblista don Fabio Rosini, molto conosciuto per aver iniziato il progetto di Catechesi su I Dieci Comandamenti, diffusosi a macchia d’olio in tutta Italia.

I DIECI COMANDAMENTI

E’ boom, in tutto il Paese, di corsi nelle parrocchie che hanno al loro centro la riscoperta delle tavole della legge date da Dio a Mose’ sul monte Sinai. Italiani interessatissimi all’argomento anche se il più delle volte, ammettono i preti prof, non ne ricordano nemmeno uno.

Sarà l’ignoranza, sarà soprattutto, per dirla con le parole del vicentino fra Lorenzo Raniero, che i comandamenti “hanno un linguaggio esistenziale che arriva subito al sodo”, fatto sta che da quando Mosè è entrato nelle parrocchie, i corsi sui Dieci comandamenti sono letteralmente presi d’assalto. Pioniere dell’iniziativa è stato don Fabio Rosini, parroco di Santa Francesca Romana, nella capitale, il primo ad ideare i corsi per i fedeli.

La chiesa, al momento delle lezioni, “registra il tutto esaurito”, come riconoscono gli stessi ‘allievi’ che raccontano su facebook di come questi incontri possano cambiare la vita. Eppure in tanti non li conoscono. “C’è molta ignoranza in materia – confessa don Fabio Pieroni – eppure la gente sente un grande bisogno di riscoprirli per riscoprirsi. Le lezioni vogliono essere un aiuto a conoscere la morale della Chiesa e in questo modo molti imparano a vivere”.

Tanto per rispolverarli, al primo comandamento si ricorda di ‘Non nominare il nome di Dio invano’. I problemi di memoria, per molti fedeli, arrivano già con il secondo ‘Ricordati di santificare le feste’. I corsi seguono nei minimi dettagli le tavole di Mosè. E così, a volte, sul singolo comandamento ci si sta per più lezioni. Particolarmente gettonato nei dibattiti è il sesto comandamento, quello che invita a ‘non commettere adulterio’. Non che riguardi tutti, ma come dice fra Lorenzo Raniero che insieme a fra Fabio e a fra Devis insegna i ‘comandamenti’ nel convento francescano di San Pancrazio, a Barbarano Vicentino, “il fatto è che i Dieci comandamenti hanno un linguaggio concreto. E’ ricco di esemplificazioni che richiamano la quotidianità della gente. Tutti ci si possono ritrovare”.

E’ sicuramente questo l’aspetto che ha colpito Paolo, un fedele che, parlando delle lezioni seguite nella parrocchia romana retta da don Fabio Rosini, il ‘guru’ dei comandamenti dal quale si recano anche tanti sacerdoti per apprendere, dice su Facebook: “ho fatto i dieci comandamenti a Roma con don Fabio. Mi ci sono trovato per far piacere ad un’amica e ho finito con l’andarci da solo fino all’ultimo incontro. Mi ha cambiato la vita”.

Le lezioni sulle tavole di Mosè riescono a fare breccia anche su chi non va abitualmente in chiesa. “Trascinata dalle amiche – confida sul web un’altra ragazza – ho fatto i 10 comandamenti con Fabio Pieroni e Giuseppe Tonello nella parrocchia S. Bernardo di Chiaravalle. Premetto che non ho mai frequentato assiduamente contesti parrocchiali, ma i 10 comandamenti mi hanno decisamente cambiato la vita”.

La scuola sui ‘Dieci comandamenti’ è stata anche sprone per fare outing per qualcuno. Ai corsi di fra Raniero si ragionava sul comandamento ‘Non desiderare la donna d’altri’. Racconta il frate prof: “una signora ha confessato tutto il suo tormento per una storia extraconiugale che portava avanti da diverso tempo. Una relazione che, dopo un lungo percorso, è riuscita a chiudere”.

Partiti dalla capitale dall’intuizione di don Fabio Rosini, le lezioni sui ‘Dieci comandamenti’, insomma, hanno contagiato tutta Italia. Da Palermo alla Calabria, senza dimenticare Napoli, Perugia e Mantova, i corsi sono arrivati anche in Sardegna dove hanno fatto breccia particolarmente tra i giovani. “E non c’è nemmeno il bisogno di pubblicizzarli – osserva don Pieroni -. La gente viene per un semplice passaparola”. Di lezione in lezione, i fedeli tornano a ricordare i ‘Dieci comandamenti’ a uno a uno.

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