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Politica

FORIO, SAVIO CHIEDE LE DIMISSIONI DELL’AMMINISTRAZIONE

RELAZIONE   DI  DOMENICO  SAVIO    ALLA   CONFERENZA   STAMPA   DEL 22   GENNAIO   2016   DEL    PARTITO   COMUNISTA   ITALIANO   MARXISTA-

LENINISTA  SULLA  SITUAZIONE  POLITICA, AMMINISTRATIVA E SOCIALE DI FORIO E SULLE DIVERSE INDAGINI IN  CORSO  DELLA  MAGISTRATURA

Cari Foriani e Isolani, rappresentanti di forze politiche, sindacali e sociali democratiche e antifasciste, inviati delle testate giornalistiche della carta stampata e delle emittenti radio e televisive intervenuti a questa nostra Conferenza Stampa,

 

l’Italia tutta è stata ed è avvolta da una ragnatela di episodi di malaffare nella gestione della cosa pubblica, con indagini della Magistratura che hanno coinvolto senatori e deputati, consiglieri regionali e comunali, dipendenti pubblici e tutto un sottobosco della sciagurata politica clientelare ed elettoralistica. Purtroppo non è bastata tangentopoli per estirpare episodi di corruzione dalla vita pubblica italiana, tant’è che oggi, probabilmente più di prima, la Magistratura è impegnata in indagini per fare chiarezza su eventuali scandali e abusi amministrativi. Viviamo in un sistema sociale ampiamente corrotto e corruttore, dove la corruzione ha le sue radici nella natura egoistica, opportunistica, affaristica, discriminatoria, del facile arricchimento e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, quest’ultimo seppur legalizzato dal potere economico e politico borghese dominante, della società capitalistica. Responsabili di questa situazione allucinante sono tutte le forze politiche che si alternano al governo del paese e lo dimostrano le tante inchieste e condanne della Magistratura, che nel tempo hanno colpito personaggi di partiti sia del centrodestra che del centrosinistra. Ecco perché noi coerenti comunisti prendiamo le distanze e ci differenziamo con estrema fermezza, sul piano ideologico, politico e amministrativo, da tutte quelle forze politiche e sociali che governano o aspirano a governare questo sistema di disuguaglianze e di ingiustizie sociali, in modo particolare dalla destra senofoba e fascista.

Le indagini della Magistratura non risparmiano l’isola d’Ischia e Forio, che noi ci auguriamo giungano rapidamente a conclusione assieme agli eventuali processi, perché le lungaggini delle inchieste e dei processi non rispondono alla forte richiesta di giustizia che proviene dall’opinione pubblica. In questo quadro si inserisce il malgoverno amministrativo del nostro Comune, nel senso che da circa 70 anni Forio vive un sostanziale arretramento sociale, dovuto a una gestione politica e amministrativa della cosa pubblica che non tiene conto degli interessi dell’intera collettività, una gestione clientelare ed elettoralistica del potere e scelte amministrative, seppure nella legalità della società borghese, che hanno favorito gli interessi della classe padronale socialmente più forte contro quelli della classe dei lavoratori operai e intellettivi più debole, la quale si è dimostrata incapace di ottenere, con la rivendicazione e il voto, il rispetto dei propri diritti sociali.

I problemi irrisolti del paese dipendono anche dalla gestione autoritaria e dittatoriale del potere – A partire dal Consiglio comunale, dove l’amministrazione in carica cerca in tutti i modi di limitare l’attività dell’opposizione togliendogli la parola, sostanzialmente non discutendo le sue proposte di deliberazione e deliberando con decisioni già assunte prima e senza avvalersi del contributo prezioso che emerge dal confronto con l’opposizione, così dopo la discussione, mantenuta nel minor tempo possibile, la maggioranza, formata da 15 su 16 votanti, alza la mano e approva quello che in precedenza aveva già stabilito. In tal modo il Consiglio comunale è ridotto a mera ratifica delle scelte della maggioranza amministrativa, non è, come dovrebbe essere, luogo di dialettica democratica, di elaborazione degli atti amministrativi che rispondessero alle migliori attese dell’intera collettività. -, dalla mancanza di democrazia nel confronto, dalla scarsa trasparenza della vita amministrativa, tanto che per avere aggiornato il sito del Comune, come previsto dalla legge, abbiamo dovuto scrive all’Autorità Nazionale Anticorruzione e oggi si lamentano delle sanzioni che saranno imposte per le irregolarità riscontrate, le difficoltà per noi dell’opposizione ad ottenere atti amministrativi previsti dalla normativa vigente, il mancato coinvolgimento nelle scelte più importanti per il paese – come il piano urbanistico comunale, la gestione dei servizi pubblici, la programmazione dello sviluppo sociale, eccetera -, l’esclusione  da  ogni  attività  e  iniziativa  amministrativa,  tutto come se l’opposizione non rappresentasse una

 

parte importante della popolazione foriana. Se questa non è arroganza di potere e dittatura nella gestione della cosa pubblica cos’altro può essere?

Da questo modo di fare politica, tutta borghese, clericale e capitalistica, dipendono il malgoverno e il disastro sociale del nostro paese, i mali che affliggono quotidianamente la nostra esistenza e i nostri bisogni di vita. Vogliamo intrattenervi brevemente sui problemi più importanti della nostra vita sociale, che determinano le difficili, se non proibitive, condizioni di vita individuale e familiare del nostro popolo.

  1. Il porto è la principale fonte di ricchezza pubblica del nostro Comune, che se sfruttata nell’interesse dei Foriani e non dell’arricchimento di imprenditori privati consentirebbe uno sviluppo strutturale, economico, sociale e civile del territorio, con la sistemazione e l’ampliamento della rete viaria, la costruzione di nuove strutture scolastiche – Dagli asili nido alla scuola materna per favorire l’attività lavorativa delle donne, alla scuola elementare e a quella media inferiore e superiore. -, e di nuovi mercati e parcheggi pubblici, la realizzazione di pensile sulle fermate degli autobus e di case economiche e popolari per i senza tetto, oltre alla gestione comunale delle spiagge, all’adeguata cura e ampliamento del verde pubblico, al disinquinamento del territorio, al risanamento dei quartieri baraccati, alla riduzione delle tasse comunali, all’eliminazione delle strisce blu, alla ristrutturazione, cura e ampliamento delle strutture sportive, eccetera. Insomma, creare anche le condizioni per un reale sviluppo dell’occupazione, in modo particolare per l’attuale e future generazioni. Al contrario degli interessi dei Foriani l’amministrazione di Francesco Del Deo preferisce e trova più interessante mantenere in vita una società fallimentare – com’è la Marina del Raggio Verde S.r.l., che vede il Comune come socio di maggioranza col 51% delle azioni -, che accumula perdite di gestione, che non consente all’Ente locale nemmeno di incassare l’importo necessario per pagare il canone annuo di concessione alla regione Campania e che fa pagare cifre insostenibili ai Foriani, che sono i veri proprietari del porto in cui sono ancorate le proprie barche. Sino ad oggi la risorsa porto, realizzata coi soldi dei Foriani, è stata solo appannaggio di clientele politiche ed elettorali e di privati imprenditori, che ne hanno tratto profitto. Ora la sub concessione comunale alla Marina del Raggio Verde, con la gestione delle attività portuali affidata al socio privato Marina di Forio, è scaduta al 31 dicembre 2015, sarebbe stata una buona occasione per il Comune di assumerne in proprio l’attività, invece, con la complicità della regione, si sta cercando di prorogare la sub concessione scaduta sino al 2020 alla stessa Marina del Raggio Verde, alla faccia dei bisogni sociali del popolo di Forio, che dal porto si aspettava un miglioramento della propria vita. La Marina del Raggio Verde va sciolta e trovata una soluzione di gestione del porto più favorevole agli interessi della collettività Da calcoli fatti al momento la gestione comunale porterebbe nelle casse dell’Ente circa 500.000 euro all’anno!
  2. La gestione della nettezza urbana è affidata a una ditta il cui titolare è attualmente indagato dalla Procura della Repubblica “per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbata libertà degli incanti” ed è agli arresti domiciliari. Il gruppo consiliare del P.C.I.M-L. ha più volte parlato in consiglio comunale di inadempienze della Ego Eco, rispetto al capitolato d’appalto, nella gestione del servizio e ha chiesto al Sindaco e alla sua Amministrazione di revocare l’appalto per trovare una soluzione meno costosa e più efficiente per la pulizia del paese, ma non è stato ascoltato, con la conseguenza di tariffe alte della nettezza urbana e di un territorio per molti aspetti sporco. Non è vero che una azienda pubblica è sempre fallimentare, lo è quando la gestione politica è vergognosamente clientelare ed elettoralistica;
  3. I beni culturali, altro ricco patrimonio comunale e di potenziale sviluppo socio-economico per il nostro territorio – A partire dalla villa e dal parco La Colombaia, oggi totalmente abbandonati dall’Amministrazione municipale. – sono al momento lasciati al loro destino di degrado;
  4. La messa in sicurezza della spiaggia di Cava dell’Isola e della baia di Sorgeto aspettano ancora!;
  5. Gran parte del patrimonio costituito dalle spiagge esistenti sul territorio comunale è sfruttato da poche aziende private, alcune delle quali persino ne monopolizzano la maggior parte, con la complicità delle amministrazioni di centrodestra, centrosinistra e di liste civiche che sino ad oggi si sono alternate al governo del paese;
  6. L’erosione impressionante della costa da San Francesco al Soccorso e da qui a Citara da parte delle mareggiate, che mette a rischio abitazioni e attività imprenditoriali, senza che l’Amministrazione comunale si muova concretamente e celermente per interventi radicali e risolutivi del fenomeno erosivo;
  7. C’è uno sperpero inammissibile nella gestione di circa un milione di euro proveniente dalla tassa di soggiorno. In particolare noi diciamo che questi soldi, nell’ambito della legge nazionale sull’istituzione della tassa, debbono essere spesi per promuovere l’accoglienza e la vivibilità dell’ambiente sociale, come manutenzione delle strade e dei marciapiedi, pensiline sulle fermate degli autobus, maggiore cura del verde pubblico, disinquinamento ambientale, servizi igienici pubblici e praticabili, sicurezza sociale, eccetera. Le manifestazioni canore e culturali devono essere sempre e solo all’altezza della qualità. In particolare la pubblicità turistica deve  essere finanziata coi profitti delle attività alberghiere e termali e  non  coi  soldi  della

 

collettività, specialmente quando degli albergatori e altri imprenditori del turismo presentano pure ricorso contro la tassa sulla spazzatura o ad altri tributi comunali. Su queste tematiche potremmo continuare all’infinito, ma ci fermiamo qui per ragioni di tempo.

La rinascita del paese e il soddisfacimento dei bisogni delle categorie dei cittadini più deboli socialmente – come disoccupati, bisognosi di assistenza sociale, pensionati di fame, affittuari di casa, invalidi e ammalati, poveri di tutto, eccetera – dipendono dall’esistenza e dall’attività di un governo del popolo, che ideologicamente, culturalmente, politicamente e socialmente ne interpreti, nella vita amministrativa, i bisogni e le attese reali. In proposito ci sia consentito di affermare che in un Comune solo un Sindaco coerentemente comunista può avvertire e rispondere a queste esigenze, diversamente per Forio non c’è speranza di rinascita e di uguaglianza sociale. Oltre questa triste realtà sociale del nostro paese vi sono anche questioni allarmanti emerse dalle indagini in corso da parte della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica. La Corte dei Conti ha chiesto a 11 componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale della Torre Saracena s.p.a. – società comunale pubblica al 100%, oggi in liquidazione, che subentrò alla Pegaso s.p.a., partecipata  per il 71% dal Comune, nella gestione del servizio di nettezza urbana del Comune – di depositare entro 30 giorni le proprie deduzioni in merito a un danno patrimoniale di circa 8 milioni di euro che avrebbero causato nei confronti del Comune di Forio. Tra questi c’è anche il Presidente del Consiglio comunale di Forio Michele Regine.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli sta conducendo un’indagine “per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbata libertà degli incanti”, che coinvolge nove indagati, di cui per tre è stata disposta la misura degli arresti domiciliari e quella dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per gli altri sei. Tra queste nove persone il titolare della Ego Eco S.r.l. è agli arresti domiciliari e un dipendente del comune di Forio è sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. A questa indagine avrebbe contribuito pure un esposto del 8 novembre 2011 presentato da tre ex Consiglieri comunali dell’opposizione sullo svolgimento del servizio di nettezza urbana da parte della ditta Ego Eco. Di questi tre Consiglieri allora di opposizione oggi due fanno parte della maggioranza amministrativa, che sulla questione Ego Eco sembrano condividere la posizione dell’intera maggioranza.

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, impegnato nella battaglia politica generale a salvaguardia delle istituzioni pubbliche, democratiche e antifasciste da qualsiasi dubbio sulla correttezza amministrativa dei suoi Amministratori, sul rispetto delle procedure amministrative – ispirate ai principi di trasparenza, eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione – da parte dei dipendenti pubblici e di quanti effettuano prestazioni professionali o gestiscono servizi per gli Enti pubblici e recependo e condividendo valutazioni e giudizi di una parte sensibile e responsabile dell’opinione pubblica, chiede, sul piano politico e amministrativo:

  1. le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale e di Collaboratore del Sindaco nei Settori Patrimonio e Toponomastica del Consigliere comunale Michele Regine per opportunità politica e amministrativa e in attesa che la Corte dei Conti decida sull’indagine in corso; 2. la verifica, da parte dell’Amministrazione comunale, delle possibilità normative per procedere alla sospensione dal servizio del dipendente comunale indagato della Procura della Repubblica con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria; 3. all’Amministrazione comunale di revocare l’appalto della nettezza urbana alla Ego Eco per le inadempienze riscontrate nella gestione del servizio e per l’indagine in corso della Procura della Repubblica a carico del titolare della società Ego Eco, nei confronti del quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tutto questo in attesa che gli indagati siano assolti o condannati dalla Magistratura.

Inoltre il P.C.I.M-L. chiede la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere della situazione sociale e amministrativa di Forio. Stiamo anche cercando di farlo coinvolgendo l’intera opposizione, che purtroppo non è omogenea. I Consigli comunali vengono convocati solo quando c’è un’emergenza amministrativa e quando lo vogliono l’Amministrazione municipale e il Presidente del Consiglio comunale, di conseguenza l’ultima riunione aveva all’ordine del giorno ben 87 argomenti, tra cui questioni di fondamentale importanza sociale per il paese. Forio non può continuare a essere governata da un’Amministrazione comunale incapace di gestire bene gli interessi della collettività, di risolvere gli impellenti problemi sociali e di rispondere alle richieste di giustizia sociale che provengono dai cittadini. Per tali ragioni ne chiediamo ancora una volta le immediate dimissioni per il bene della nostra Forio. Il gruppo consiliare del P.C.I.M-L. continuerà a battersi, anche con un solo Consigliere, per la rinascita sociale e lo sviluppo del paese. Cittadini, sosteneteci in questa straordinaria e difficile battaglia di progresso civile e di interesse comune.

Forio, 22 gennaio 2016.

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