Attualità

CAPODANNO DI DISPERAZIONE PER I 14 BIGLIETTAI CAREMAR LICENZIATI IN TRONCO. INCATENATI A CALATA DI MASSA

Licenziati grazie al Jobs act di Matteo Renzi, sono stati letteralmente abbandonati dalla giunta regionale del governatore De Luca a cui chiedono un intervento per poter continuare a lavorare.

La sciagura della privatizzazione della flotta pubblica Caremar e la vergognosa controriforma del mondo del lavoro approvata dal governo presieduto da Matteo Renzi ed elegantemente definita Jobs act, con la complicità della Giunta della regione Campania, hanno fatto altre quattordici “vittime” della politica di macelleria sociale portata avanti in Italia da tempo dai partiti di centro, centrodestra e centrosinistra. Infatti, ben quattordici lavoratori che sino a qualche giorno fa prestavano servizio presso le biglietterie Caremar del porto di Napoli, sono stati licenziati in tronco da un giorno all’altro, nonostante decenni di onorata attività lavorativa: che vergogna. Quattordici padri di famiglia che presi dalla disperazione, da giorni sono incatenati nella sala d’attesa di porto Calata di Massa per chiedere con forza alla Regione Campania di essere riassunti. Nicola Lamonica dell’Autmare ha annunciato che nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro la privatizzazione della Caremar. A Napoli c’era anche Domenico Savio, Segretario generale del PCIM-L e Consigliere comunale di Forio, che ha solidarizzato coi lavoratori licenziati. Gennaro Bottiglieri, Segretario nazionale del sindacato di base Orsa marittimi, ha denunciato il fatto che la Regione nel processo di privatizzazione della Caremar non abbia tutelato i lavoratori. Sulla stessa lunghezza d’onda di Bottiglieri è stato Ernesto Grazia, rappresentante dell’UGL Federmar.

di Gennaro Savio

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