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Politica

ELEZIONI CONSIGLIO METROPOLITANO: PAREGGIO TRA PD E FI

Domenica 12 ottobre i Sindaci e i consiglieri dei 92 comuni della provincia di Napoli sono stati chiamati alle urne per l’elezione dei 24 rappresentanti del consiglio metropolitano. Alto il dato dell’affluenza al voto: alla chiusura dei seggi aveva votato il 90.7% degli aventi diritto. I risultati dello spoglio si potrebbero commentare con un calcistico “uno a uno palla al centro”: per il Pd doveva essere una vittoria schiacciante, ma Forza Italia ha tenuto testa. Sette seggi per i democratici, sei per Forza Italia, con il presidente uscente della provincia Antonio Pentangelo che è risultato il più votato, seguito dal forzista Francesco Pinto, sindaco di Pollena Trocchia. 5 gli eletti nella lista associata al sindaco sospeso Luigi de Magistris, 4 per Ncd e 1 per Fratelli d’Italia. Nel dettaglio forza Italia, oltre ad Antonio Pentangelo e Francesco Pinto, ha eletto Capone, Lanzotti, Iovino, Mundo e Marrazzo. Il Pd guidato dal sindaco di Afragola Domenico Tuccillo, ha eletto Luca Mascolo, Agostino Pentoriero, Salvatore Madonna, Antonio Borriello, Ferdinando Uliano, Ciro Sarno. I 5 piu’ uno (il presidente della Citta’ metropolitana) del gruppo ‘Napoli Bene comune’ sono David Lebro, Gaetano Troncone, Capasso, Elena Coccia che e’ l’unica donna presente in questo Consiglio e Carmine Attanasio. Per Ncd sono sati eletti Marco Mansueto, Domenico Palmieri, Raffaele Lettieri (Acerra) e Paolo Avitabile. Infine per Fdi Enzo Moretto. In sostanza, almeno sulla carta, 12 consiglieri per il centrosinistra e altrettanti per il cenytrodestra. In ogni caso il centrosinistra porta a casa il risultato: oltre al presidente (che come stabilisce la legge sarà il sindaco di Napoli) la coalizione potrebbe esprimere anche il vice grazie a un accordo tra il Pd e la lista De Magistris. Ma nulla è scontato: a caldo, il primo eletto del Partito Democratico, Domenico Tuccillo, sindaco di Afragola e capolista del Pd, ha infatto dichiarato “non è scontato che ci sia una maggioranza di centrosinistra, perché questa fase costituente della città metropolitana richiede un ragionamento con tutte le forze politiche non a partire da una maggioranza e una minoranza”. “Al di là del conteggio dei seggi e dei risultati – prosegue – il tema forte è il governo della fase costituente e transitoria che ci porterà alla città metropolitana. Entriamo ora in una fase costituente con un contesto come quello della città di Napoli che richiede necessariamente che ci sia un ragionamento con tutte le forze politiche”. A prescindere da quelli che saranno i futuri equilibrio in consiglio metropolitano, comunque, una cosa è certa: per la prima volta, dopo aver espresso consiglieri, assessori, presidenti e vicepresidenti, l’Isola di Ischia non avrà un proprio rappresentante in Provincia, un’istituzione che anche se ridotta nelle proprie competenze continuerà a decidere in materie importanti quali la scuola, le infrastrutture e la viabilità.

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