Cultura

“CONCORDIA”: IN ARRIVO LA SECONDA PARTE DEL LIBRO DI GINO BARBIERI

ISCHIA – La prima parte del libro “Concordia, cronaca di una tragedia annunciata” per i tipi della Editrice Cento Autori di Villaricca, è stata accolta dal pubblico italiano con grande favore. Non per niente, a parte l’uscita di un volumetto edito dal Corriere della serra, il reportage di Gino Barbieri sul naufragio della nave Costa Concordia si pone come l’unico libro pubblicato in campo nazionale che affrontò organicamente i numerosi fatti accaduti in quella notte di tregenda del 13 gennaio 2012, che tennero con il fiato sospeso il mondo intero e che procurarono 32 vittime incolpevoli, sacrificate sull’altare dell’insipienza e della vanagloria di un guascone fasullo.

A distanza di quasi due anni, l’Autore si accinge a presentare la seconda parte della sua fatica letteraria, sorretto da quell’ansia della ricerca della verità e dal quel senso etico della giustizia che trova fondamento nel comune sentire di ogni cittadino, addestrato all’esercizio della partecipazione sociale e, perché no, di una morale –non moralismo- che ci rende protagonisti di un’esistenza consapevole e a misura d’uomo.

La tragedia della Concordia è entrata nella fase cruciale del suo epilogo: un processo al responsabile della catastrofe (gli ufficiali subalterni di Schettino sono stati già condannati con il rito abbreviato) individuato dalla Procura nel solo comandante Francesco Schettino; quello che per legge ha la potestà assoluta sulla sua nave; quello che dirige le operazioni di navigazione in base alle sue prerogative; quello che decide anche le famigerate accostate (“inchini”) alla terraferma, spostando la rotta a suo piacimento e ordinando la velocità che più gli aggrada; quello che ordina il “distress” (abbandono nave) quando gli fa più comodo; quello che si allontana precipitosamente – in borghese- dalla nave agonizzante con ancora a bordo centinaia di passeggeri impazziti dal terrore; quello che si rifugia in un albergo dell’isola del Giglio (dove poi sarà arrestato) come un “cane mazziato” e con una buona dose di fortuna dalla sua parte per aver evitato la possibilità di essere linciato sul posto da qualche naufrago imbestialito e giustiziere!

Gino Barbieri ripercorre gli accadimenti di quella terribile notte d’inverno, dove le gelide acque dell’arcipelago toscano si richiusero inesorabilmente sui poveri corpi precipitati nell’abisso e passa ad analizzare le cause che portarono la bellissima ammiraglia della Costa crociere ad impattare sugli scogli delle Scole. Ma analizza e passa al setaccio anche episodi “misteriosi”, risvolti segreti della vita di bordo, connivenze fra comando della nave e vertici della società di navigazione genovese e perfino “intrusioni sentimentali” nella cabina di Schettino, peraltro venute a galla nel corso del processo che si va celebrando nel Teatro Moderno di Grosseto.

La seconda parte di questo coinvolgente reportage si occupa soprattutto delle perizie tecniche affidate dal Tribunale ai periti di ufficio, delle testimonianze di personale di bordo e di scampati al disastro e , dulcis in fundo, anche delle dichiarazioni mendaci e contraddittorie di Schettino, che tenta maldestramente di confondere le carte in tavola, arrampicandosi su temerarie argomentazioni “tecniche”, tutte smentite dai suoi ufficiali, dai periti, dalle testimonianze dei sopravvissuti, dalle telefonate registrate e dall’esame della scatola nera recuperata dai subacquei.

Anche le storie dei passeggeri e dei “morti ammazzati” sono state pazientemente ricostruite dall’Autore: un modesto ricordo di chi non c’è più. Risarcimenti danni, recupero e demolizione della nave e il licenziamento (con relativa causa civile in corso) di Schettino dalla Costa chiudono la pubblicazione. Gino Barbieri tenta infine un’operazione coraggiosa giocando d’anticipo, senza interferire minimamente nel lavoro della Giustizia: prevede l’epilogo della dolorosa storia di mare dal suo punto di vista. Chi vivrà, vedrà.

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