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FEDERTERME: UN SISTEMA A RISCHIO

Acque minerali e termali: l’intero sistema nazionale è a rischio, senza certezze normative minime “Non chiediamo soldi, ma garanzie normative minime, per poter continuare a fare impresa.”: è quanto segnala, in sostanza, il Presidente di Federterme/Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, con una lettera al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca LOTTI.

“Contrariamente a quanto sembrava – prosegue Jannotti Pecci – il chiarimento interpretativo richiesto in tema di inapplicabilità al settore termale e dell’imbottigliamento delle acque minerali della Direttiva Bolkenstein che, è importante dirlo, avrebbe unicamente recepito l’orientamento favorevole già espresso dalla Commissione Europea e dal Governo, non ha trovato spazio nel decreto ‘Sblocca Italia’”.

“La sopravvivenza di molte aziende termali e dell’imbottigliamento delle acque minerali italiane è a rischio”, sostiene il Presidente di Federterme, e quindi rimane “ l’indifferibile urgenza” di trovare una soluzione ad un problema che sta creando serissime difficoltà alla aziende che, in un quadro pieno d’incertezze quale è quello che si è determinato in alcune Regioni, si sono viste costrette a “sospendere i piani d’investimento da tempo approvati e finanziati, poiché privi di un’adeguata prospettiva temporale sul piano autorizzativo e, dunque, dei requisiti minimi per poter proseguire l’attività”.

“C’è da considerare anche – sottolinea Jannotti Pecci – la situazione di crisi nella quale versano le aziende termali in mano pubblica, che rischiano, di qui a pochi mesi, di andare in default con le conseguenze che una tale sciagurata ipotesi, avrebbe per i territori di riferimento e per l’intero sistema termale italiano”. Concludendo, Jannotti Pecci ribadisce che dalle motivazioni e dalla documentazione presentata emerge che “tutti gli interventi richiesti sono a “costo zero” e, quindi chiede che possano essere ricompresi in un provvedimento che si propone di “sbloccare” l’economia, soprattutto attraverso il rilancio degli investimenti e della capacità competitiva delle imprese”.