Cronaca

“PREVENIRE PER EVITARE CATASTROFI”

Le immagini della tragedia in Sardegna di queste ore, con la devastazione del territorio dovuta all’evento meteo che ha provocato morte e distruzione, innesca il ricordo sull’isola dei fatti che hanno listato di lutto le nostre comunità: monte vezzi del 2006 e casamicciola del 2009.

“L’ennesima tragedia annunciata”, sostiene Peppe d’Ambra, commentatore di fatti isolani e non, che lancia un appello attraverso il nostro giornale: “le caditoie delle fogne isolane sono completamente otturate ed inservibili, invase da ogni tipo di materiale, depositato dalle piogge. Quando capita un acquazzone, come quello di questi giorni, le strade si riempiono di acqua, non trovando sfogo nelle grate, si rischiano seri danni”.

L’appello è quindi agli amministratori isolani, affinchè provvedano alla pulizia costante dei tombini, ma non solo: “i cavoni, che erano stati fatti dai nostri avi per portare le acque dalla montagna a valle, senza provocare danni, oggi sono quasi del tutto ostruiti da abitazioni”, sottolinea d’ambra. “se si è permesso di costruire, abusivamente o meno poco importa, chiaro che ci saranno tragedie annunciate…”

Su questo caso specifico, commentando i fatti di Monte Vezzi, quando persero la vita 4 persone di un’intera famiglia, il geologo franco ortolani chiarì: “L’abusivismo edilizio non è la causa delle frane, ma una vittima”.

Sulla pulizia dei cavoni dell’isola, peppe d’ambra lancia una proposta operativa e semplice anche da realizzare: “quel poco delle cave che sono rimaste, perchè non impieghiamo le tante associazioni di volontariato – che pure beneficiano di contributi pubblici – per controllare e monitorare la situazione in maniera costante? Cosa ci vuole per per fare un po’ di prevenzione e limitare così i danni che possono derivare dagli acquazzoni annunciati, così come avvenuto di recente sulla nostra isola?”

“Noi abbiamo un territorio dissestato e disastrato, nulla si fa per evitare che accadano le tragedie”, continua d’ambra; “bisogna prendere in tempo i provvedimenti giusti. Le strade isolane – ricorda – un tempo erano di terra battuta e costeggiavano i terreni, che assorbivano l’acqua piovana. Oggi le strade sono tutte asfaltate, e sono così diventate dei letti di fiumi d’acqua molto veloci, alimentati anche dagli scarichi che provengono dalle tettoie delle case…” Il fiume in piena, quando piove, si trova però il passaggio ostruito verso le fogne sotterranee, perchè i tombini sono completamente otturati e sono inservibili. Quando capita un acquazzone quindi le strade diventano fiumi, invase da fango e detriti, provocando i danni che già conosciamo purtroppo…”

CHI E’ PEPPE D’AMBRA

Un “osservatore radicale”

Giuseppe D’Ambra detto Peppe, radicale da sempre e opinionista d’assalto, dal 1986 scrive sui mass media locali, prima sul settimanale d’Ischia e poi su il Golfo. Attento osservatore della vita sociale isolana, ne denuncia i mali e esalta le peculiarità che l’hanno resa famosa nel mondo. Proprio la strenua difesa delle bellezze ischitane fanno parte ormai del suo DNA diventando lo scopo principale della sua esistenza.

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