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PROCIDA. GIAQUINTO: “LA LOTTA ALLE BICI ELETTRICHE FUORILEGGE, IN UN’ISOLA DOVE LE REGOLE NON ESISTONO”

Sulla lotta in atto a Procida contro le bici elettriche irregolari, interviene con una Giuseppe Giaquinto del comitato utenti trasporti dell’isola di Procida:

La “stretta” sul fenomeno delle bici elettriche “irregolari” e del rispetto del codice della strada da parte dei velocipedi che hanno invaso l’isola mi sembra doverosa da parte di chi è tenuto a garantire la sicurezza sulle strade e la incolumità dei cittadini, a cominciare proprio da quei ragazzini che sfidando ogni regola mettono a rischio la propria salute e quella degli altri. Come già ampiamente detto altrove e da altri, oltre ai sensi vietati, all’attraversamento di aree pedonali, alle soste indiscriminate, quello che più preoccupa è il fenomeno di quei veicoli elettrici, che funzionano anche senza pedalare e oltre i consentiti limiti di velocità il cui uso dovrebbe essere permesso solamente all’interno di aree private, dove non è applicabile il codice della strada. 

Di conseguenza, per poter circolare con questi mezzi su strade pubbliche servono il casco, l’assicurazione, la targa, il patentino o patente AM ed il certificato di circolazione, quindi gli stessi requisiti per condurre un ciclomotore. In mancanza di questi, il conducente soggiace a ingenti sanzioni amministrative pecuniarie, nonché al sequestro del mezzo finalizzato alla confisca. E’ quindi molto importante considerare questi aspetti prima di procedere all’eventuale acquisto di questi veicoli. Ripeto parliamo di bici elettriche non a semplice pedalata assistita ma fornite di acceleratore e dotate di potenza nominale continua superiore a 25 km/h. E, attualmente a Procida, ce ne sono tantissime.

E qui intervengono varie responsabilità che in un’epoca di estrema tolleranza ha fatto si che i rivenditori non informassero bene gli acquirenti sul tipo di mezzo che si stava acquistando prettamente “illegale” senza i suddetti ausili per la circolazione stradale. I genitori che pur di far felici i propri figli spesso sottovalutano la pericolosità dell’acquisto e la non legalità del mezzo in mano a dei ragazzini. Poi ci sono loro, i nostri figli, che pur di non fare sforzi e sentendosi già grandi puntano all’acquisto più gettonato e veloce del momento per non sfigurare con gli amici. Ma in tutta onestà credo che i meno responsabili siano proprio i ragazzi a cui non abbiamo dato le necessarie informazioni e i sufficienti strumenti per capire che si stavano imbarcando sulla strada della illegalità, quella strada che non li farà diventare mai “uomini” rispettosi della propria comunità e delle regole nonché dei cittadini responsabili e consapevoli dei rischi che si corrono quando si infrangono le leggi e i corretti stili di vita. E forse non tutti i genitori si rendono conto che se, malauguratamente, con la bicicletta si investe qualcuno si rischia di mangiarsi la casa per pagare i danni.

Poi ci sono gli addetti alla vigilanza stradale che probabilmente hanno sottovalutato il fenomeno che andava crescendo e che ora va assolutamente limitato per non trovarci di fronte ad incidenti gravi e soprattutto per dimostrare che tutti noi siamo dalla parte delle bici ma anche del rispetto delle leggi e della sicurezza stradale.

Una cosa, però, bisogna dirla. Le bici elettriche rappresentano un problema perchè di mezzo ci stanno dei ragazzini spesso inconsapevoli. E quando c’è di mezzo la incolumità dei nostri figli non dobbiamo chiudere gli occhi. Ma il vero problema sulla nostra isola è diventato proprio la strada, una vera terra di nessuno, dove ogni giorno si commettono centinaia di infrazioni impunite, dove automobilisti e ciclomotori circolano in modo assolutamente irresponsabile, dove camion transitano e scaricano a tutte le ore, dove spesso la vigilanza è latitante, la segnaletica assente o contraddittoria, dove ognuno si sente padrone dei propri spazi senza rispetto per tutto il resto, dove è consentita la sosta ovunque, dove i pedoni non vengono tutelati, dove i posti riservati per i portatori di handicap vengono sistematicamente occupati da gente senza alcun titolo per farlo..

Ecco perché l’amministrazione comunale e quanti di loro competenza, una volta richiamati i cittadini al rispetto delle regole sanno che viene il tempo dei controlli e delle sanzioni per tutti, altrimenti si rischia di perdere ulteriore credibilità e di veicolare il messaggio che alle regole si può sempre derogare o, peggio ancora, che il solo problema sono le bici elettriche e non il caos totale”

1 comment

  1. Ok ma uno che possiede una bici elettrica s pedelec con potenza superiore ai 250w ok ci sta tutte ste restrizioni come la targa l’assicurazione patentino AM ecc, ma il il casco come fatte a costringere uno ad indossare un casco da moto su una bici s pedelec che in tutta europa si usano i caschi da bici normali certificati CE oppure NTA 8776 sviluppato apposta per questi tipi di bici, ripeto ci sta casco obbligatorio ma non quello da moto e in più tutte le restrizioni come un ciclomotore, ma non e un ciclomotore e una via di mezzo tra una e bike e un ciclomotore prima di scrivere bici elettriche fuori legge provate a inserire anche nel codice della strada anche questo tipo di veicoli e dopo parlare questo tipo di veicoli le s pedelec sono regolarmente ormai in tutta Europa ma non come dei veri ciclomotori solo in Italia come al solito sono indietro 10 anni luce rispetto alla Germania, Francia,Belgio,Olanda Svizzera ecc.

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