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OSPEDALE RIZZOLI: REPARTO DI CARDIOLOGIA VERSO LA CHIUSURA. UNA SCELTA PROGRAMMATA?

Un pericoloso campanello d’allarme giunge dall’ospedale Rizzoli, e giunge sopratutto da uno dei reparti più importanti: la cardiologia. Al momento il reparto è sottodimensionato, con 4 medici ed un primario, mentre la pianta organica prevede ben 6 medici oltre al primario. Inoltre a settembre un medico lascerà l’isola d’Ischia, riducendo ancor di più l’organico. Ma va precisato che le varie lacune e defezioni non vengono colmate con nuove assunzioni e sopratutto con una politica aziendale che porti l’ospedale Rizzoli tra le priorità dell’ASL Napoli 2. Al momento l’attuale personale si fa carico di turni massacranti cercando di rispondere alle emergenze.

Il reparto di Cardiologia dell’ospedale Rizzoli oggi funziona grazie al primario dott. Aniello Sansone, ed ai medici Giovanni Pilato, Paolo Parziale, Rosario Silvestro e Verde Raffaele. Mancano alla pianta organica due unità e dal mese di settembre uno dei quattro medici lascerà l’ospedale isolana per altra destinazione. Avremmo così un reparto con un personale in attività pari al 50% di quello richiesto e previsto.

Ma perchè non giungono nuovi medici ad Ischia? Non c’è una graduatoria dalla quale poter attingere? La graduatoria c’è, ed anche i medici ci sono. Tuttavia essendovi dei regolamenti interni molto rigidi, si fa molta attenzione a non danneggiare nessuno. I medici in graduatoria potrebbero essere assegnati ad ogni presidio ospedaliero dell’ASL Napoli 2, con la importante pregiudiziale che se il medico rifiuta la destinazione viene cancellato dalla graduatoria. Ed allora che accade? O meglio cosa è accaduto finora? Per evitare che medici di provate capacità possano essere depennati dalla graduatoria si sta preferendo destinarli agli ospedale di Frattamaggiore e Pozzuoli, per i quali è quasi certo il loro gradimento. E così circa una ventina di medici cardiologi sono entrati in organico, ma non sull’isola d’Ischia. L’ospedale Rizzoli infatti, per i tanti medici del continente, risulta essere una destinazione poco gradita e quindi con alto rischio di esclusione dalle graduatorie per i bravi cardiologi, che si troverebbero esclusi da future assunzioni pubbliche.

Ma oggi come si tampona l’assenza di personale? Al momento giungono dal continente medici in pianta organica in altri presidi con trasferte lautamente pagate. Un vero affare per chi viene scelto, ma un pessimo servizio per l’ospedale di Ischia, costretto ad adeguarsi giorno dopo giorno sempre a nuovi professionisti, senza poter programmare un servizio adeguato in un reparto così importante. Il grande carico di lavoro resta sulle spalle dei pochi medici in organico, spesso costretti a turni doppi e tripli senza riposo. E’ l’unico modo che c’è per garantire un servizio efficiente, in un isola che, sopratutto in questo periodo, ha moltiplicato la sua popolazione, e tra i tantissimi turisti non sono giunti solo giovincelli.

Ed allora con queste prospettive, se la direzione dell’ASL Napoli 2, e sopratutto il dott. D’Amore, non cambia politica, veramente l’ospedale Rizzoli rischia di vedere il reparto di cardiologia lentamente morire per esaurimento del personale medico. Una chiusura che sembra quasi programmata.

 

1 comment

  1. Sono uno dei medici superstiti della Cardiologia, sento il dovere di precisare che stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per garantire l’assistenza ai pazienti, ma da soli proprio non ce la facciamo a lavorare in sicurezza. Ieri sono stato chiamato più volte in pronto soccorso e in altri reparti per consulenze, ho dovuto abbandonare il mio reparto tralasciando i ricoverati. L’affluenza di utenti in questo periodo è al massimo livello. Non si può tenere un solo piede in due scarpe. È vero che le emergenze hanno la priorità, però purtroppo esistono anche tante situazioni che non rientrano nell’emergenza pura, ma ugualmente richiedono la nostra azione: dimesso un paziente, lo abbandoniamo al suo destino? Chi lo deve seguire per valutare la risposta alla terapia? Un paziente mal curato ritorna in pronto soccorso. L’Azienda ha mostrato la volontà di impegnarsi, il concorso è stato espletato, ma con risultato deludente per l’isola. Stanno tamponando con medici in autoconvenzione provenienti da altri ospedali, peraltro con disponibilità di gran lunga inferiori alle reali necessità. Ciò serve soltanto ad assicurare la copertura dei turni di guardia, cioè un medico da solo che deve badare a tutto. Per quanto tempo si potrà andare avanti così senza incorrere in errori? Ai posteri l’ardua sentenza.

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