Attualità

SANITA’. CUDAS: “LE CONDIZIONI DEI PAZIENTI PSICHIATRICI CI PREOCCUPANO E CI INQUIETANO”

Situazione dei pazienti psichiatrici nelle strutture isolane, interviene la presidente del Cudas – il comitato per il diritto alla salute – Gianna Napoleone:

Nei giorni scorsi, sono state rese note foto e notizie (finora non smentite) sul gruppo appartamento per pazienti psichiatrici da poco inaugurato a Casamicciola che, come Cudas Ischia, ci stupiscono e ci preoccupano alquanto. Proprio noi che, dopo un inverno e buona parte della primavera impegnati nel sollecitare e supportare iniziative utili a garantire finalmente una sistemazione residenziale e assistenziale adeguata agli ex residenti della Sir e agli altri pazienti isolani sparsi in strutture della terraferma, avevamo salutato con un sospiro di sollievo la novità dei gruppi appartamento realizzati a Ischia e a Casamicciola con i fondi della nuova legge sul “Dopo di noi”. Intendiamoci, se fosse toccato a noi decidere, avremmo preferito che quelle persone non fossero ancora una volta sradicate dal contesto in cui erano inserite e soprattutto dalla famiglia che in vent’anni di convivenza avevano costituito fra loro e anche con gli operatori che se ne erano presi cura fin dal ritorno a Ischia dai manicomi, nel lontano ’97. E anche per non sottoporli di nuovo ad un cambiamento di luogo e di vita, come tante volte era accaduto dopo la chiusura della Sir e il progressivo disimpegno (per noi ancora incomprensibile e assai discutibile) dell’Asl nei loro confronti. Ma, da cittadini, abbiamo dovuto ovviamente adeguarci a quanto regole nuove e decisioni degli enti e organi deputati hanno stabilito. E in quell’ambito, l’unica soluzione soddisfacente almeno per una parte dei cosiddetti “pulcini sperduti” sembrava essere proprio quella dei gruppi appartamento, resi possibili dalle nuove norme appena entrate in vigore e applicate anche nella nostra Regione.
Peraltro, i requisiti previsti dal bando per l’assegnazione dei servizi collegati all’allestimento delle nuove residenze e alla successiva assistenza degli ospiti offrivano garanzie circa la qualità dei servizi stessi e la loro rispondenza alle esigenze di persone che già troppo hanno sofferto nella vita e che, dunque, ora necessitano di tutte le cure possibili in un paese civile.
Perciò quanto abbiamo visto e letto non ci convince e, lo ribadiamo, ci preoccupa e ci inquieta. Di qui il nostro doveroso, fermo e convinto appello, richiamo e sollecito a tutti i soggetti titolati alla tutela dei pazienti, affinchè provvedano con la massima sollecitudine e attenzione a verificare la situazione, a fare pubblicamente chiarezza su di essa e a porre in essere tutte le azioni necessari e a garantire ai residenti nei gruppi appartamento condizioni di vita dignitose, confortevoli e serene, come meritano e come è doveroso che ricevano dalla società.
Da parte nostra, come sempre, non smetteremo di vigilare e di verificare, per quanto a noi possibile, che i “pulcini sperduti” e gli altri pazienti psichiatrici isolani ricevano tutte le tutele e l’assistenza di cui hanno bisogno e a cui hanno diritto”.

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