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FESTA DELLA REPUBBLICA: IL CUDAS INDIRIZZA UNA LETTERA ALLE ISTITUZIONI PER LA GARANZIA DEL DIRITTO ALLA SALUTE

La Festa della Repubblica rappresenta per il CUDAS l’occasione per evidenziare, in una lettera, quanta distanza ci sia tra il dettato dell’art. 32 della Costituzione, quello che sancisce e tutela il diritto alla salute, e l’effettiva situazione sanitaria dell’Isola d’Ischia. 

ECCO IL TESTO

Nel giorno della Festa della Repubblica, in cui rendiamo omaggio alla Costituzione e ai suoi valori civili, fondamento dei nostri diritti e doveri di cittadinanza, noi del Cudas Ischia vogliamo richiamare con forza il contenuto dell’articolo 32, che sancisce: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Sentiamo l’esigenza di ricordarlo e ribadirlo dovendo quotidianamente constatare come quel dettato costituzionale venga sistematicamente disatteso rispetto alle esigenze specifiche degli isolani, fortemente penalizzati dall’insularità nell’accesso e nella disponibilità dei servizi sanitari. Proprio oggi, all’inizio di un mese che segna da sempre il difficile impatto con le criticità tipiche dell’estate e della stagione turistica in aggiunta a quelle persistenti nell’intero arco dell’anno, ci troviamo a dover prendere atto dell’ennesima fase di seria difficoltà dell’ospedale isolano, costretto a lavorare nettamente al di sotto delle sue possibilità e delle necessità del suo ampio bacino d’utenza per un ulteriore aggravamento della cronica carenza di personale. Infatti, l’ormai drammatica insufficienza di medici, paramedici e operatori socio-sanitari in questo periodo raggiunge il massimo livello, per la devastante combinazione tra le ferie annuali, che la legge rende obbligatorie tra giugno e settembre, e l’incremento di richiesta di prestazioni legato alle presenze turistiche. Il risultato è una drastica riduzione dell’attività, a cominciare da quella chirurgica per le varie branche (chirurgia generale, ortopedica, ginecologica), che provoca enormi disagi alla cittadinanza, costretta a trasferirsi in terraferma come per tutti i servizi sanitari essenziali negati sul territorio isolano. Inoltre, questo periodo si identifica con un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro già proibitive a causa dei turni massacranti e a rischio e dei problemi specifici dei lavoratori pendolari, in maggioranza presso il “Rizzoli”. Una situazione tante volte da noi denunciata e accompagnata dalla proposta, supportata da ben 5mila firme di cittadini isolani, del riconoscimento di Ischia come “zona disagiata”, al fine di ottenere incentivi indispensabili per alleviare i disagi dei lavoratori pendolari e favorire l’arruolamento di nuovo personale, che allo stato è completamente bloccato in tutti i ruoli e per tutte le professionalità. Nulla di nuovo, purtroppo. Tutti problemi e carenze noti e arcinoti, la cui soluzione non ha fatto registrare il minimo progresso, tanto che dopo un anno ci ritroviamo alle prese con l’ennesima annunciata emergenza, ancora peggiore di quella dell’estate scorsa. Comitato Unitario per la Difesa e il Diritto alla Salute di cui all’art. 32 C.F./P. IVA: 91013980635 Sede: Via Vado Michele, 19/A — Barano d’Ischia Presidente Gianna Napoleone Mobile: +39 331 270 6118 Email: comitato_cudas_ischia@aruba.it *** PEC: cudas_ischia@pec.it Ci rivolgiamo, dunque, alle istituzioni, agli enti e a tutte le loro articolazioni che hanno la responsabilità e il compito di garantire l’attuazione dell’articolo 32 anche sui territori marginali come le isole e di tutelare i diritti delle comunità che li abitano. Il Tavolo di concertazione sulla sanità delle isole, recentemente insediato presso la Regione, a che punto è e quali attività ha intrapreso per venire a capo dei problemi cronici, a cominciare da quelli più urgenti? E la dirigenza dell’Asl Na2 Nord cosa ha programmato per rispondere all’incremento di domanda di prestazioni all’ospedale isolano? Nulla ci risulta in positivo, purtroppo. Anzi, pare che a Frattamaggiore, sottovalutando ancora una volta i bisogni primari dell’isola, invece di potenziare misure necessarie per far fronte all’emergenza, le stiano addirittura comprimendo! Scelte sulle quali chiediamo ai nostri Sindaci di intervenire con urgenza in tutte le sedi opportune. A cominciare dalla Direzione generale dell’Asl Na2 Nord. Il Diritto alla Salute riconosciuto come fondamentale dai padri costituenti non può rimanere e anzi diventare sempre più un miraggio per gli isolani. La sua tutela va garantita anche sulla nostra isola, parte integrante del territorio della Repubblica Italiana. Non accettiamo di essere cittadini di serie B. E come Cudas ci impegneremo fin dai prossimi giorni con la massima determinazione affinchè l’articolo 32 sia rispettato e pienamente applicato sulla nostra isola. Con il sostegno e la partecipazione dell’intera comunità isolana.

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