Attualità

EMANUELE ARCAMONE. A 5 ANNI DALLA SCOMPARSA, C’E’ ANCORA SPERANZA DI RIABBRACCIARLO

Sono trascorsi cinque anni, e la comunità ischitana continua a ricordare quel triste 8 maggio 2013, il giorno in cui si persero le tracce di Emanuele Arcamone.

All’epoca aveva 23 anni: promettente studente di ingegneria meccanica all’Università di Napoli Federico II; un ragazzo normale, benvoluto da amici e familiari, determinato nel suo obiettivo didattico e molto attento alle tematiche più attuali, in particolare alla potenzialità delle moderne fonti d’energia ed alle dinamiche politiche del Paese: e chissà oggi come oggi, cosa pensa della situazione politica in cui ci troviamo, non molto diversa da quella di cinque anni fa, in fondo.

Ma ritorniamo al 8 maggio 2013, ripercorriamo gli ultimi momenti in cui Emanuele Arcamone era un ragazzo come tanti e non il ragazzo di Ischia scomparso nel nulla. Era mercoledì pomeriggio ed Emanuele, da poco rientrato da Napoli in casa dei suoi genitori, decise di uscire. Bagagli, documenti, cellulare: aveva lasciato tutto nella sua camera. Nessuno sapeva dove andasse né per quale motivo fosse uscito. L’ultima persona a vederlo fu proprio suo padre, Franco, che lo incontrò lungo la strada che da Ischia Porto va a Casamicciola, nella zona del Castiglione. E dopo poche ore, non ci fu più traccia di Emanuele.

Già dalle prime ore della sera, sull’isola si diffuse l’allarme dei familiari: “Emanuele è scomparso”, è  la frase che gli isolani hanno pronunciato da quel giorno fino ad oggi. E da quel giorno le ricerche e gli appelli rivolti  ad Emanuele, con ogni mezzo di informazione, non si sono mai fermati. Nel tempo sono giunte diverse segnalazioni: sembrava che Emanuele fosse a Napoli, poi a Milano, ma non ci sono mai state certezze. Ma la speranza di rincontrarlo, di riabbracciarlo, pulsa ancora forte nel cuore di chi gli vuole bene e di tutti coloro che si sono avvicinati alla famiglia in questa triste vicenda.

“Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sperare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere.
Io ti aspetterò sperando,sognando,vivendo ma soprattutto amandoti.” Scrive il papà Franco in questo triste giorno.

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