Attualità

PEPPINO MAZZELLA

ISCHIA, 100 ANNI DI SOLITUDINE. L’OPINIONE DI GIUSEPPE MAZZELLA

Ischia, L’Isola di Alfred o il Mondo in un’Isola o cent’anni di solitudine.

° Ripartire dalla comunicazione del grande vulcalogo Rittmann del 1969:
Ischia è un’isola vulcanica di straordinaria particolarietà e forse questa natura
geologica la candidata a “ Patrimonio dell’ Umanità” dell’ UNESCO – La storia
sismica dell’ isola d’ Ischia conferma che è UNITA per “ Legge Geografica” –
Fu felice la scelta di “ ricostruire” Casamicciola nel 1884 con il Piano
Regolatore Generale dell’ ing. Lo Gatto perché 2/3 del Paese è salvo – La
scala Mercalli-Cancani- Sieberg dimostra che è stato un terremoto del IX
grado nell’ epicentro e sparso a scalare dal VIII al IV in tutta l’ isola d’ Ischia
– il regolamento edilizio del 1884 – l’ esempio di oggi per il Rinascimento –

“ Ischia è certamente, per i vulcanologi, un paradiso perché vi si vedono
certe cose che in nessun’altra parte della Terra ho potuto vedere ( e ho
girato molto, e qui ci sono delle cose sbalorditive”.
Alfred Rittman
Dalla comunicazione presentata nell’ adunanza del 26 agosto 1969 al
Centro Studi su l’ isola d’ Ischia su “ Origine ed evoluzione geo-
vulcanologica dell’ isola d’ Ischia” in “ Ricerche, Contributi e Memorie”-
atti relativi al periodo1944-1970 a cura del Presidente prof. Cristofaro
Mennella, dalla pagina 715 alla 723, con presentata di Mennella e
consegna a Rittmann di una Medaglia d’ oro” in segno di riconoscenza
per le brillanti ricerche compiute intorno all’isola d’ Ischia” dal
Presidente dell’ Ente per la Valorizzazione dell’ isola d’ Ischia ( EVI), avv.
Giovanni Di Meglio.
“ Il bacino magmatico sottostante all’ isola d’ Ischia è capace di
produrre nuove eruzioni del tipo osservato nel 1301 ed è pertanto
assolutamente necessario sorvegliare con continuità l’ attività sismica e

bradisismica dell’ isola valutando collateralmente la possibilità di
fenomeni concomitanti quali frane, scoscendimenti, terremoti, etc.”.
Alfred Rittmann in “ Vulcani attivi dell’ area napoletana” convegno
organizzato a Napoli dall’ Amministrazione Provinciale di Napoli – 1977-
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“ La Statistica è una scienza onnipresente nella ricerca scientifica e
nelle analisi sperimentali”. “ E’ una scienza giovane. Ma in tutte le situazioni
nelle quali occorre assumere decisioni in condizioni di incertezza ,la Statistica
è un momento importante ed ineliminabile per la ricerca scientifica, le
applicazioni della tecnologia, il monitoraggio e la valutazione dei sistemi
complessi, la pianificazione economica o l’ azione politica”. Lo scrive il prof.
Domenico Piccolo, docente di Statistica alla Federico II di Napoli nel suo
testo “ Statistica per le decisioni” ( Il Mulino-2004).
Le Statistiche dicono che in settembre il Comune di Casamicciola nell’ isola d’
Ischia ha fatto registrare un decremento delle presenze turistiche del 63,58%
rispetto all’ anno 2016. Per una piccola realtà che vive solo di turismo ( legato
alle terme) è un disastro economico incalcolabile che sarà ancora più vistoso
nelle previsioni per il 2018. Ma gli altri Comuni, in cui è spezzettata l’ isola d’
Ischia, non possono gioire come Atene nei confronti di Sparta: Lacco Ameno
meno 32,29%, Ischia Città, il capoluogo, meno 21,65%. Gli altri quattro
Comuni ( Barano Forio, Serrara-Fontana) segnano altri decrementi. Il crollo
dal terremoto del 21 agosto 2017.
Se si tiene conto dell’intero Sistema Locale di Sviluppo dell’ isola d’ Ischia
definito dalla Regione Campania “ unico” già nel 2008 ma ancora diviso per “
legge amministrativa” in sei Comuni che ha una consistenza di almeno
40mila posti-letto, 9500 lavoratori stagionali, 64mila abitanti in 46 Km2, circa
o oltre 13 mila ragazzi alle scuole dell’ obbligo e della superiore, il quadro
economico e sociale definirlo allarmante rappresenta un eufemismo. Ma
forse è tempo di definire l’ isola d’ Ischia non solo nella sua quantità ricettiva
o nella sua dimensione geografica.

Capri è l’ “ isola di Axel”, da Axel Munthe che con la sua “ Storia di San
Michele” all’ inizio del ‘ 900 creò il mito dell’ “ isola azzurra; Procida è “ l’isola
di Elsa”, da Elsa Morante che con il suo romanzo “ L’ isola di Arturo” fece
conoscere “ le straducce solitarie chiuse fra muri antichi oltre i quali si
stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali”.
Ischia – la più grande delle isole partenopee dalla storia millenaria – con una
enormità di poeti, scrittori, naturalisti, musicisti ed intellettuali che hanno
parlato di lei descrivendo le loro emozioni vivendo qui in questo angolo di
Paradiso dovrà dal 21 agosto 2017 chiamarsi “ l’ isola di Alfred” o “ il mondo
in un’isola”.
Alfred è Alfred Rittmann, il più grande vulcanologo del XX secolo, che
considerò Ischia la “ sua prediletta ” per la sua eccezionale importanza e
particolarità. Wikipedia dice che nacque a Basilea il 23 marzo 1893 ed è
morto a Piazza Armerina il 19 settembre 1980 e dice che “è stato un
vulcanologo svizzero, fondatore della vulcanologia moderna in Europa.Dopo
la laurea presso l'Università di Ginevra decide di mettersi in viaggio per
visitare le scuole mineralogiche e petrografiche più famose del mondo,
approdando nel 1926 all'Istituto di mineralogia di Napoli dove consacrerà le
proprie ricerche sul Vesuvio e sul vulcanismo dell'area napoletana,
occupandosi prevalentemente di Ischia. Attraverso le sue ricerche Rittman
mette il luce le relazioni esistenti tra l'evoluzione magmatica, la tettonica e
l'attività vulcanica.Nel 1936 dà alle stampe la prima edizione de Vulkane und
ihre Tätigkeit (I vulcani e la loro attività), il primo trattato di vulcanologia
moderna.Viene nominato direttore dell'Istituto di vulcanologia dell'Università
degli Studi di Catania e successivamente dell'Istituto internazionale di
vulcanologia, fondato dal CNR e dall'UNESCO. Nel 1954 ricopre anche la
carica di presidente dell'Associazione internazionale di vulcanologia e di
chimica dell'interno della terra (IAVCEI) per tre mandati consecutivi.Nel 1987
un minerale appartenente al gruppo dei leuciti è stato denominato
rittmanite[1], in onore dello studioso svizzero. La rittmanite è un minerale
tipico delle roccemagmatiche di colore giallo chiaro”.Rittmann venne ad
Ischia la prima volta nel 1928 ed aveva 35 anni. La girò in lungo ed in largo e
nel 1930 scrive e pubblica in tedesco la sua “ Geologia dell’ isola d’ Ischia”
che diventerà un testo-sacro per tutti i successivi studiosi di vulcanologia.
Veniva ad Ischia ogni anno accompagnato dalla sua assistente Violetta
Gottini e dal fotografo ischitano Gaetano Di Scala. La seconda edizione
riveduta ed ampliata della sua “ geologia dell’ isola d’ Ischia” esce postuma a
cura della sua assistente Violetta Gottini nel 1983 e viene presentata alla
Biblioteca Antoniana dal Centro Studi su l’ Isola d’ Ischia, il glorioso sodalizio
di intellettuali fondato nel 1944 e che aveva anche ascoltato una “
comunicazione “ di Rittmann il 26 agosto 1969 invitato dal Presidente, prof.

Cristofaro Mennella, climatologo, di Casamicciola che era “ direttore onorario”
dell’ Osservatorio Geofisico di Casamicciola,di fatto chiuso dal 1928 e per la
cui riapertura, ampliando il campo della ricerca, si batteva Mennella dal 1944
nell’ indifferenza generale.Il prof.Mennella muore nel 1976 lasciando le sue
venti comunicazioni al Centro Studi contenuti nel primo volume degli “ Atti”.
Non vede realizzato il suo progetto.Quella “ comunicazione” di Rittmann di 8
pagine fatta a “ braccio” è stata dimenticata per 48 anni ma dal 21 agosto
2017 è il punto di partenza per la diffusione della conoscenza dell’ intera isola
d’ Ischia non solo per la terra emersa ma per quanto abbiamo sotto di noi. La
sicurezza dei 64mila abitanti dell’ isola e di migliaia di turisti di ogni parte del
mondo, la stessa “ nuova promozione turistica”, devono partire da quella
comunicazione e dalle sue conclusioni: Ischia è un’isola vulcanica di
straordinaria particolarietà e forse questa natura geologica la candida a “
Patrimonio dell’ Umanità” dell’ UNESCO.
Rittmann inizia quella comunicazione ricordando che ebbe “ l’ incarico dall’
Istituto di Vulcanologia diretto dal dott. Friedlaender ( un altro svizzero della “
colonia” napoletana descritta da Elio Varriale nel suo lavoro” Gli svizzeri a
Napoli” n.d.r.) di studiare Ischia. Accettai con grande piacere perché NON
C’E’ LUOGO PIU’ CARO DI QUEST’ISOLA: tutto qui”. Parla dell’ Epomeo e
dei suoi “ vulcani”, dei suoi 1600 campioni di rocce, della sua carta geologica-
petrografica, trova analogie della natura di Ischia con la Nuova Zelanda, che
ha studiato, dall’ altro capo del mondo, del bacino magmatico che sta sotto di
noi e dice infine che Ischia per i “ vulcanologi è un paradiso perché si vedono
certe cose che in nessun’altra parte della Terra ho potuto vedere” . Nello
stesso tempo un letterato, prof. Edoardo Malagoli, diceva che Ischia è unita
per “ legge geografica”.
Studiare queste “ cose” è stata anche l’impegno e la passione di una vita di
Giuseppe Luongo.Il prof. Giuseppe Luongo sì è sempre considerato un
allievo di Rittmann. Ha oggi 79 anni. La sua produzione scientifica è enorme.
Può essere considerato uno dei più grandi vulcanologi al mondo. Anche per
lui Ischia è la sua “ prediletta” come Rittmann nelle ricerche per la sua
particolarità. Nel 1985 con l’ assessore provinciale Francesco Casa è il
protagonista della posa di una stele ad Alfred Rittmann “ Maestro Generoso”
nei giardini di Piazza Marina a Casamicciola posta nel 2000, per mia
iniziativa, nel “ giardino storico” dell’ Osservatorio Geofisico “ recuperato” ed
inserito nel Museo Civico di Casamicciola. Nel 1995 tiene il discorso
commemorativo a 20 anni dalla morte del prof. Cristofaro Mennella per la
messa in posa del busto del Mennella per iniziativa dello scrittore, pubblicista,
storico Gino Barbieri alla cui manifestazione ho direttamente partecipato..Il
grande merito di Luongo è aver introdotto nella sua materia l’ interdisciplina
.La sua Conoscenza di una materia così complessa non è isolata. Associa
nei suoi lavori gli esperti di altre discipline . La monumentale monografia del
Servizio Sismico Nazionale “ il terremoto del 28 luglio 1883 a Casamicciola
nell’ isola d’ Ischia” del 1999 di 333 pagine ha 11 autori e Luongo è il

responsabile del “ Coordinamento Scientifico” ed una Bibliografia enorme. E’
un testo fondamentale che avrebbe esserci, studiato e consultato in ogni
Ufficio Tecnico Edilizio di ogni Comune dell’ isola.Avrebbe dovuto essere
studiato come “ prova di alfabetismo” per ogni amministratore comunale
isolano. Infatti la premesse è che tutta l’ isola di “ Ischia” è area vulcanica.La
storia sismica dal 1228,XIII secolo, lo dimostra.Sarebbe bastato che ogni
Municipalità ogni Scuola di ogni ordine e grado, avesse in Biblioteca per lo
studio e la diffusione il libro del prof. Giuseppe Luongo e dei suoi collaboratori
Elena Cubellis e Francesco Obrizzo “ Ischia, storia di un’isola vulcanica” –
1987 – editore Liquori – per sapere la storia essenziale della nostra isola
vulcanica. Un libretto di 164 pagine. Al convegno sui 100 anni dal terremoto
di Casamicciola svoltosi dal 30 settembre al 2 ottobre 1983 Luongo disse le
stesse cose che ha detto 34 anni dopo. Haurum Tazieff, il Ministro della
Protezione Civile di Francia, affermò che “ i terremoti non si possono
prevedere ma le altre catastrofi come alluvioni o temporali sì e l’ unica strada
è la prevenzione, la buona costruzione degli edifici, la conoscenza del
territorio”. Il “ libretto” riporta anche 5 appendici: la prima quella della scala
Mercalli-Cancani- Sieberg per la determinazione dei rispettivi gradi d’ intensità
sismica. Se ne ricava che quello del 21 agosto è stato del IX grado nell’ area
epicentrale ma scende a sei e cinque fino alla Marina di Casamicciola ma è di
almeno del terzo grado per la Città d’ Ischia, Barano, Serrara-Fontana e la
gran parte di Forio di Forio. Per oltre 100 anni si è data prevalenza al “
paesaggio” piuttosto che alla sicurezza sismica.
.La seconda appendice è la tabella riassuntiva della storia sismica per eventi
di maggiore intensità. Inizia nel 1228 e finisce nel 1883. 12 terremoti di cui 10
a Casamicciola nello stesso epicentro.La terza appendice è il regolamento
edilizio approvato nel 1884 per i Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno,
Forio, Serrara Fontana e Barano, in vigore fino al 1891.La quarta appendice
è la legge della Regione Campania per la tutela e la difesa del territorio del
rischio vulcanico. La quinta l’ ordinanza del sindaco di Pozzuoli,Gennaro
Postiglione, sul bradisismo “ negativo” allora in atto perché Pozzuoli “ saliva”.
Quasi a confermare l’ unità problematica delle tre aree vulcaniche del
napoletano: Vesuvio, Campi Flegrei ed Ischia.Già da questo “ libretto”
emerge che il Piano Regolatore Generale di Casamicciola del 1884
approvato dal Ministro dei Lavori Pubblici, Francesco Genala, redatto dall’
ing. Lo Gatto fu una scelta FELICE. Che non si può parlare di “ Ricostruzione
Mancata” ma di “ Ricostruzione Incompiuta” perché Casamicciola fu
ABBANDONATA dallo Stato!!!!
Dalle conoscenze della Scienza e della Storia bisogna ripartire. Dicendo tutta
la Verità perché tacere non vuol dire aiutare . Ed allora? Una politica di
marketing che diffonda le straordinarie bellezze dell’ isola di Aldred ma
anche i suoi pericoli; una politica di Pianificazione Territoriale e di
Programmazione Economica seria e possibile partendo da Casamicciola e
Lacco Ameno per fare un UNICO Piano Urbanistico Intercomunale dell’ isola

di Alfred. Infine “ coordinare” lo Stato ,che all’ Italia risponde, nell’ indivisibilità
della Repubblica.
Casamicciola, 2 novembre 2017

IL CONTINENTE – agenzia telematica per la stampa registrata al Tribunale di Napoli
n.R.G. n.6196 del 9.10.2017
Dottor Giuseppe Mazzella- direttore responsabile

1 comment

  1. Gentile Signore Mazzella
    , un altro Suo eccellente articolo, molto documentato, sopratutto nel descrivere il pericolo per l’economia d’Ischia di seguito alla riduzione della presenza dei turisti. Mi interesserebbe
    questa problema anche nel ambito più vasto dei terremoti che hanno colpito l’Italia l’anno scorso
    . Secondo me, sarebbe più che utile di lanciare un concorso internazionale di soluzioni, aperto a gli architetti e ingegneri costruttori, di come rendere in modo rapido ed economico, più sicure,
    la maggioranza delle costruzioni in Italia e nel mondo. La tecnologia di oggi permette molta creatività, la può aiutare moltissimo…Nuovi materiali ecc. Mi ricordo per esempio il Crystal
    Palace di Joseph Paxton , 1851, il quale e venuto, per la prima mostra universale della storia, con una soluzione ingegnosa, rapida ed economica, usando prefabricate per la prima storia. Perché non implicare fondi europei ecc. per trovare soluzioni costruttive? Cordiali saluti, LL

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