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MONS. LAGNESE: “TERREMOTO: LA RICOSTRUZIONE CI SIA ANCHE NEL TESSUTO SOCIALE”

“Mi sembra di cogliere un grande desiderio di ritrovare sicurezze, le persone non sanno ancora bene cosa sarà del loro futuro, molti si domandano quando avranno una casa e soprattutto dove. Tanti non hanno perso solo la loro casa ma anche la rete sociale legata al proprio territorio”. Lo racconta, in un’intervista al Sir, mon. Pietro Lagnese, vescovo di Ischia, a un mese dal terremoto, che ha portato morte e distruzione sull’Isola Verde. “Nelle diverse visite che faccio tra gli sfollati – prosegue il presule -, spesso colgo la preoccupazione di essere dispersi, di non stare più insieme e di non riconoscersi più nella loro comunità di appartenenza. Qui cogliamo anche che il compito della Chiesa è di creare rete, occasioni per incontrarsi, stare insieme, anche il poter celebrare l’Eucarestia in quelle zone significa davvero tanto perché aiuta la gente a percepirsi amata dal Signore non solo come singoli, ma come popolo, come comunità”.
In questa fase, ricorda il vescovo, “la diocesi sta dialogando con la Protezione civile e le amministrazioni comunali per allestire, con la collaborazione della Caritas Italiana, moduli per comunità al fine di offrire alla gente la possibilità di non disperdersi e di alimentare lo spirito di comunione”. Stasera, nel dare inizio al nuovo anno pastorale, il presule rinnoverà l’invito alle comunità parrocchiali “a continuare nell’opera di vicinanza e di sostegno nei confronti delle famiglie terremotate”. Mons. Lagnese rivolge anche un appello alle Istituzioni: “Chiediamo innanzitutto di dire parole chiare e precise al fine di non alimentare confusione e scetticismo; d’altra parte, desideriamo che si ricostruisca bene e in tempi brevi, che si provveda nel sostenere quanti hanno perso insieme alla casa anche il lavoro. La ricostruzione avvenga favorendo la ricostituzione del tessuto sociale nel rispetto dell’identità del territorio”.

DA agensir.it

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