Cronaca

Il capitano del Noe, Giampaolo Scafarto, in una immagine di repertorio.
ANSA/LUIGI PEPE

CONSIP: SCAFARTO INDAGATO PER FALSO.IL CAPITANO FU TRA I PROTAGONISTI DELL’ARRESTO DI GIOSI FERRANDINO

La procura di Roma ha indagato il capitano del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri Gianpaolo Scafarto, con l’accusa di falso aggravato nella sua gestione dell’ inchiesta sulla Consip.

Scafarto è accusato di aver manipolato gli atti dell’inchiesta falsificandone due elementi. In particolare, una frase attribuita da Scafarto all’imprenditore Romeo, nel quale diceva di avere incontrato il padre dell’ex presidente del consiglio Renzi, era stata in realtà pronunciata dall’ex deputato Italo Bocchino, tra le altre cose collaboratore di Romeo.

Scafarto è anche accusato di aver falsificato i documenti dell’inchiesta per attribuire ai Servizi segreti la responsabilità su un presunto pedinamento ai danni dei carabinieri che stavano svolgendo l’indagine.

Il nome del capitano Gianpaolo Scafarto è noto sull’isola d’Ischia perchè legato alle indagini sulla metanizzazione: figura infatti come investigatore di punta nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto i vertici della Cpl Concordia e che ha visto coinvolti tra gli altri il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino. L’esponente dell’arma ha infatti coordinato le indagini dell’inchiesta dei pubblici ministeri Woodcock, Carrano e Loreto della procura di Napoli. Il capitano Scafarto ha esaminato le intercettazioni telefoniche ed ambientali ed ha effettuato l’interrogatorio di alcuni testimoni che erano a conoscenza di come era stata avviata la metanizzazione del comune di Ischia.

1 comment

  1. Il lavoro di trascrizione sembra semplice ma non lo è. Ci sono cuffie e bisogna scrivere ciò che viene detto individuando i due lati della comunicazione ad orecchio. Di questi errori ce ne sono a centinaia. Proprio per questo il materiale in questione viene anche consegnato alle difese.
    Un’indagine è composta da migliaia di pagine di trascrizione: se la macchina che sostiene Renzi è riuscita a trovare solo un simile refuso, allora il resto della sostanza immagino sia inattaccabile.
    Peraltro l’operazione di ascoltare in cuffia e trascrivere è inusueto che venga svolta dal capitano ma è generalmente affidata un sottoposto. Ed il capitano non può rifarne il lavoro per controllare. Quindi è stato individuato come capro espiatorio di un errore probabilmente non suo, e di una ovvia e oscena strumentalizzazione.

    Gianpaolo Scafarto è un volto noto in provincia di Napoli e di Salerno. Nato e cresciuto a Castellammare di Stabia viene dalla carriera dei sottufficiale dell’Arma dei carabinieri. Maresciallo prima al nucleo operativo del comando provinciale di Palermo e poi all’antidroga del capoluogo siciliano, aveva vinto il concorso di ufficiale. Primo incarico come comandante al nucleo operativo e radiomobile di Riccione e poi, dal 2006, della tenenza di Scafati. Nel 2008, viene promosso capitano e inviato al comando superiore, il nucleo operativo e radiomobile dell’allora compagnia carabinieri di Nocera Inferiore.
    Nel 2013 il trasferimento al Noe del “capitano Ultimo”. Un ufficiale brillante, un po’ fuori le righe, ma tipo assai sveglio, che conosce bene tutti i meandri delle indagini. A Scafati si è occupato di molte indagini a contrasto delle organizzazioni criminali locali, specializzate nelle estorsioni e del traffico di stupefacenti e, poi, trasferito a Nocera Inferiore aveva coordinato molte indagini scottanti nello stesso settore. Tra le inchieste alle quali aveva collaborato anche quelle sulla caccia all’assassino del tenente Marco Pittoni, l’eroico ufficiale ucciso a Pagani il 6 gennaio 2008.”

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